I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli

I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli
Bivio per Casteld'Emilio, sotto Paterno: La popolazione civile, in maggioranza femminile in quanto gli uomini erano nascosti applaude al passaggio dei carri polacchi

lunedì 20 febbraio 2023

51a Sezione di Sanità La battaglia decisiva. Lo Sfondamento

 Sfondamento

 

La visita del Luogotenente   avvenne il 17 aprile.  Si era già nel corso dell’azione a largo raggio della 5ª Armata che, iniziatasi sulla sinistra dello schieramento appenninico il giorno D, doveva il giorno D+3 svilupparsi anche nel nostro settore.

E’ la sera del giorno 18 aprile. Si attacca per raggiungere la nuova linea di attestamento: Quota 459 - Roccioni di Pizzano - Quota 363. Superati gli obbiettivi, il 68 Fanteria punta su Monte Armato e le truppe del Reggimento Speciale su Poggio Scanno e più oltre.

Le autoambulanze si fermano davanti ai guadi impraticabili ed ai ponti rotti di Cà di Bazzone: le jeeps vanno oltre ma non più in là della mulattiera di Casa Collina e di Casa Carrara.

Tralci secchi sulle viti in nuovo germoglio dicono come la guerra abbia qui ristagnato da parecchi mesi. Non ha potuto fare il raccolto quel povero contadino che giace là fin dall’autunno, in un solco del colle arato dai mortai, le ossa stecchite al sole ed alla pioggia, ed i resti dei buoi squarciati a fianco!

I portaferiti seguono le truppe di buona lena. Quanto hanno dovuto tirare il collo per riportare tutti quei feriti e quei morti del battaglione Goito da Quota 363!

E fanti ed alpini e bersaglieri continuano ad andare oltre ... ma la Val d’Idice conduce al mare e noi invece dobbiamo puntare verso il nord.

Gli arditi hanno già scavalcato la cresta e sono scesi in Valle Zena; li seguono gli alpini; le nostre ambulanze tengono dietro. Quindi tutte le truppe si mettono in movimento, chi arrancando per mulattiere, sentieri, colli e crinali, chi rifacendo le strade a ritroso per portarsi sulla via di Pianoro, la grande via ….

Nella notte del 20 il II° Reparto lascia i calanchi di Monterenzio, risale Valle Idice, entra per Lojano in Valle di Savena, è a Pianoro ed ancora più avanti.

E’ il 21 mattina. Là sotto Pianoro, vi sono estesi movimenti di artiglierie, ma c’è silenzio intorno. C’è silenzio di morte fra le macerie delle postazioni e delle ridotte abbandonate, nella campagna picchiettata di una infinità di crateri di bombe.

Nessun cannone tuona mentre le colonne avanzano. Sono giunte….

Prima che scocchi il mezzodì, bersaglieri ed arditi entrano in Bologna.

Oh, bella fra le belle città d’Italia, con quale commovente tripudio hai visto entrare per le tue porte e per le tue vie, fra le truppe straniere, i figli della tua terra! Con quale gioia hai riconosciuto quei volti pieni di passione, hai sentito riprendere i canti guerrieri, hai suonato le campane della liberazione! E con quale ressa di indicibili sentimenti abbiamo rivisto le tue torri, noi, che da un osservatorio avanzato sulla linea del fuoco abbiamo cercato più volte di scorgerle fra i seni delle colline, nel mare di nebbia!

Ora riguardiamo con occhio triste alle ferite recate alle tue industrie, ai tuoi tesori artistici e culturali... E le stesse opime dovizie dei colli hanno ceduto il posto a rovine e distruzioni, che di ogni villa che ti circonda i tedeschi hanno fatto bivacco, ridotta, rifugio.

 

* * *

 

Ci si ritrova tutti a S. Lazzaro di Savena e poi rapidamente in una frazione di Longara, a nord della città, sugli alti argini del placido Reno, su quelle stesse sponde da cui la vecchia “Legnano” partiva nei tragici giorni del settembre 1943, incontro ad un destino oscuro, ma fin da allora  ben  definito nei supremi  disegni di Dio e della  Patria: quello di portare nell’estremo lembo della Penisola, scevra dall’ invasione, il valore  mai piegato di una  Divisione, le bandiere  mai  ammainate dei Reggimenti da cui doveva  trarsi il germe del nuovo Esercito d

martedì 31 gennaio 2023

51a Sezione di Sanità. La Battaglia decisiva. Parrocchia di Vignale

 

 

Ancora una pagina bella per le truppe del Gruppo “Legnano”. E sono gli arditi del IX° Reparto d’Assalto a scriverla con la consueta audacia e con l’indomito valore.

Schierati in secondo scaglione sul settore di destra (68 Fanteria) essi intensificano il lavoro di ricognizione e studiano il terreno. Lo studiano come lo sanno fare le loro mirabili pattuglie, per le quali uscire dalle linee, entrare nei dispositivi tedeschi, sventare le insidie, raccogliere dati e informazioni, attaccare, difendersi, catturare, appiattarsi, ed infine rientrare non è che un giuoco, terribile giuoco la cui posta è la vita.

10 Aprile, colpo grosso: quota 459 di Parrocchia di Vignale. Si tratta di sorprendere un importante caposaldo tedesco, eliminarlo, prelevare prigionieri da cui avere notizie importanti ali effetti delle operazioni successive.

I comandi hanno preparato meticolosamente l’azione e la 123ª Compagnia del IX Reparto d’Assalto si rivela all’altezza delle tradizioni. Il colpo riesce, ma la reazione dei mortai tedeschi da un lato, le mine dall’altro causano gravi perdite.

L’intervento della Sanità si rivela tempestivo ed efficace. Già dalla sera del 9 aprile, una robusta squadra di portaferiti si è unita alla Compagnia di Arditi che è in procinto di muoversi.

 

* * *

 

Manca qualche ora all’inizio della marcia notturna di avvicinamento. I nostri ne approfittano per concedersi un’ora di sonno in una casa diroccata sotto Castelvecchio. Qualche colpo di mortaio, che scoppia qua e là, mantiene il colore all’ambiente; le mura sgretolate ed aperte in larghe fenditure sembrano voler crollare da un momento all’altro.

Un   lumicino   rompe appena le tenebre   della   stanza: ci sono i due colleghi medici degli Arditi.

L’uno sarà il medico della Compagnia attaccante. Sta meticolosamente controllando tutte le cose indispensabili alla bisogna, con quella esperienza sicura che tante azioni di guerra gli hanno conferito.

L’altro domani uscirà con una sua squadra. Ha un compito      speciale di cui non si possono ancora     conoscere i particolari, ma molto si intuisce, perché fin dai primordi della Guerra di Liberazione, il giovane sottotenente medico ha combattuto non solo la sua guerra umanitaria, ma anche quella del mitra e delle bombe a mano, e numerosi segni del valore fregiano il suo petto.

Ora, a quel fioco lume di un mozzicone di candela, poche ore prima dell’azione che si presume dura e sanguinosa, legge tranquillo un volumetto; di medicina forse? Un romanzo? No... Potrebbe essere un opuscolo di argomento filosofico, di filosofia di guerra, là sugli ultimi contrafforti dell’Appennino conteso, al riparo di quattro macerie pericolanti prima della battaglia, fra uomini sognanti la lotta e la casa, sul limite delle linee nostre e nemiche, sulla soglia della vita e della morte.

 

* * *

 

È questo un quadretto di ambiente del personale di Sanità. Uno dei tanti episodi delle vigilie d’armi che sfuggono quasi sempre ai profani intenti alla ricerca del fatto sensazionale, del colpo ad effetto.

L’indomani l’azione è fulminea, gli obbiettivi raggiunti; reazione del nemico, feriti a decine, diversi morti.....

Il personale di Sanità è all' opera. Non c’è bisogno di suonare l'allarme, tutti sono al loro posto. Il II° Reparto funziona in pieno, le ambulanze in rinforzo sono pronte a Migliarina, le jeeps attrezzate si spingono a Castelvecchio ed i portaferiti, in più squadre, sono là, a fianco degli Arditi, fanno e rifanno la stessa strada, corrono e ricorrono lo stesso pericolo.

È rimasto laggiù, fra le mine, qualche ardito che non chiede aiuto, non parla più.

Si innalza il vessillo della Croce Rossa, si invita il nemico al rispetto della sofferenza e della morte. Il medico ardito ed i portaferiti escono in campo aperto. Altrettanto fanno i tedeschi.

Nel silenzio generale delle ridotte e delle trincee, nella tregua delle armi e degli animi, sotto la protezione della Croce, muovono dai campi avversi gli uomini della Sanità, si stringono la mano e si dedicano al loro doloroso lavoro.

Dai posti di comando dagli osservatori avanzati mille occhi ansiosi seguono le vostre mosse, o portaferiti… e domani a testimonianza del vostro valore e della vostra abnegazione, ci sarà più di una decorazione al valore “sul campo” con delle motivazioni che suonano ad onore per tutta la Sezione.

 


venerdì 20 gennaio 2023

51a Sezione di Sanità. INtermezzo

 Intermezzo

 

Notti di guerra. Nel cielo stellato si incrociano i raggi dei potenti riflettori che frugano nelle tenebre. Lo spettacolo è bello anche se fra quelle luci ed ombre si aggira la morte. Passano sulla collina di Bisano i proiettili sibilanti e vanno a schiantarsi un poco più a monte di noi. Rispondono i rombi delle artiglierie pesanti Americane piazzate sui fianchi delle colline circostanti. In alto si aprono con scoppi soffocati gli “srhapnell” che si riconoscono dal rumore inconfondibile, come di giorno si avvertono le loro rose nere persistenti nell’azzurro.

Un ansimare di motore; un richiamo di clackson ... feriti in arrivo... Saltano su il medico di turno e gli uomini di guardia. Tutti gli altri dormono? No ... li vedi sbucare silenziosi, vestiti a metà, da tutte le parti. Chi va a scaricare i feriti, chi prepara l’acqua calda, chi i ferri. Questi fa bollire siringhe, quegli porge del cognac o delle bevande calde, o l’acqua per frenare l’arsura, uno spoglia, l’altro lava... ognuno trova il suo lavoro in un silenzio fatto di cenni.

Non è certo la curiosità che li ha spinti fuori dal giaciglio, curiosità di vedere sangue e strazi che ognuno ha davanti agli occhi da mesi ed anni... Ma è un dovere imperioso di bontà, di umanità, diventato come una seconda natura, che non è sancito da nessun ordine del giorno …. Soltanto quando il ferito si assopirà sotto l’azione della benefica morfina nella penombra della tenda, essi si dilegueranno silenziosi ancora, pronti ad interrompere di nuovo il sonno se la voce del dolore si facesse sentire…

 

***

 

          Come si è già detto la Sezione di Sanità sta un po’ al centro dell’attenzione di tutti, là, in quell’angolo di valle protetto dai roccioni di Bisano.

Chi, da S. Benedetto di Querceto va verso le linee, la vede in basso del fiume; chi ritorna attraverso i guadi e risale il fiume seguendo la strada a senso unico, tracciata nel greto, se la vede   improvvisamente   davanti, sul passaggio   obbligato, e deve fermarsi.

Passa il Generale   Truscott, Comandante la 5ª Armata Americana. Si ferma, visita tutto attentamente ed insiste col Comandante la Sezione per sapere se è necessario ancora qualcosa   per il funzionamento   del servizio. Il Comandante non si fa pregare a chiedere quattro jeeps attrezzate per il trasporto dei feriti, la cui utilità si rivelerà fin troppo palese qualche giorno dopo.

Il Generale Utili trova modo di dire al Generale Keyes, Comandante il II° Corpo d’Armata, che è del seguito, e le sue parole non sfuggono: “questa Sezione di Sanità è la medesima che è stata in linea col II° Corpo a Mignano”.

Sosta il Generale Medico Martin, Direttore dei Servizi Sanitari della 5ª Armata. E’ il nostro vecchio amico dei tempi di Mignano e Colli al Volturno; lo accompagna il Ten. Colonnello Camardella, il cui nome sonante non nasconde la sua origine Italiana. Ritornano alla mente i primi contatti avuti con loro nell’ottobre del 1943 alla Reggia di Capodimonte: ci guadagnammo allora la loro fiducia e da quel momento abbiamo avuto da loro aiuti positivi nell’espletamento del nostro servizio.

Il Generale Martin ispeziona tutto con la solita aria di casa. Trova tutto bene, come una volta ... Ed invece delle quattro jeeps richieste ce ne invia sei.

 

 

* * *

 

 

Qualche   giorno   dopo l’azione di Parrocchia di Vignale è nostro ospite il Ministro dell’Aeronautica   S. E.  Gasparotto. A volta sono giornalisti, fotografi, ufficiali di passaggio, soldati Italiani ed Americani, sono le popolazioni di Bisano, Lojano, Monghidoro, Frassineta, Campeggio, che in vere e proprie colonne guidate dai Parroci, ovvero dai Comitati di Liberazione, vengono a visitare i feriti recando i doni più svariati ed il conforto della loro impacciata affettuosità.

Tra una scarica e l’altra di colpi che si riversano secondo il quotidiano costume, sul bivio obbligato di Baccanello, passa il Luogotenente Generale. Egli si reca in linea a ritrovare i veterani del I° Raggruppamento Motorizzato e del C.I.L.

- Riconosce i bersaglieri di Monte Lungo, scambia qualche parola in piemontese con gli alpini di Monte Marrone; incontra i nostri portaferiti e chiede notizie della Sezione; saluta i fanti e gli arditi del Musone, i genieri e gli artiglieri di tutti i combattimenti.

Alla   Sezione di Sanità c’è fermata obbligatoria, anche se non incluso nel programma ufficiale: c’è fermata obbligatoria perché Egli ha rivisto sul margine della strada volti noti. Ha chiesto notizie ed è sceso a visitare i feriti che le granate tedesche hanno colpito al bivio di Monterenzio, proprio poco dopo il suo passaggio.

 

 


lunedì 9 gennaio 2023

INFOCESVAM BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre – Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                                                     

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

giovedì 29 dicembre 2022

51 Sezione di Sanità. La Battaglia Decisiva


 

“E la morte

E la vita son come una corona

sola composta di due foglie attorte”

(D’Annunzio – Merope)

 

 

Quale contrasto il veder seminati di crateri e buche da scoppio di granate quei prati su cui primule e violette si incaponivano a fiorire: il rigoglio prepotente della primavera, il diritto alla vita sui campi dove la morte semina e miete ad un tempo! I biancospini che occhieggiano dalle siepi rinverdite, un tepore che si diffonde ed alita nei cuori e nelle membra avvertono l’arrivo della bella stagione che si presenta con la Pasqua di Resurrezione.

Già da tempo il nostro comando si è preoccupato di dare a tale festività il maggior risalto possibile, nei limiti consentiti dalle necessità operative.

È la sera del sabato Santo: vegliano i fanti nelle loro ridotte; vegliano i portaferiti di turno a Ronco Britti e ad Osteria. Sotto Borgo di Bisano c’è chi si affanna agli ultimi preparativi: non sono certo in programma delle tavolate, dei concerti, delle cerimonie solenni. C’è la morte dappresso che attende inesorabile vicino a più di un letto sotto le tende ricovero della Sezione di Sanità: ma un’ombra di nostalgia, un minimo pensiero di gentilezza, ci vuole anche in prima linea il giorno di Pasqua, ci vuole per i feriti ed i malati ed anche per i soldati di Sanità, per i portaferiti che vegliano, di turno, là ai posti di raccolta avanzati.

Ed allora ecco un fervore di piccole iniziative e di attenzioni nel confezionare pacchi dono con sigarette, dolciumi, oggetti da toeletta; ecco chi sta colorando le uova tradizionali, ecco chi prepara ceste con fiaschi e bottiglie: oh! non è vino della sussistenza; è vino di marca che il Barone Ricasoli ha regalato ai soldati della 51ª Sezione di Sanità lassù in linea.

 E la mattina di Pasqua, dopo l’intima cerimonia religiosa e la soddisfazione al Precetto, si parte in macchina si girano tutti i distaccamenti, si ritrovano tutti i posti di raccolta, i plotoni, le squadre: nessuno è dimenticato, tutti nel ricevere quei piccoli doni, quegli auguri, sentono l’affetto dei loro ufficiali, la comunione di spiriti e di intenti.

 

* * *

 

È un’altra delle feste tradizionali passata lontano da casa: quale folla di sentimenti invade l’animo di ognuno! Ma come sempre in queste occasioni, non c’è che da riprendersi, guardarsi d’attorno, non sentirsi soli, comprendere il valore dell’amicizia, dell’amore del prossimo.

La giornata di Pasqua passa rapida nel conversare con i ricoverati, nel visitare e ritrovare quelli che da qualche giorno sono stati trasferiti agli ospedali da campo.

Il Comandante del Gruppo di Combattimento, il Vice Comandante, il Capo di Stato Maggiore e tutti i Comandanti di Corpo, il giorno di Pasqua, si abbandonano un poco a queste umane considerazioni: si ritrovano tutti là alla Sezione di Sanità; non ultimo il Comandante Alleato del 52° Britisch Liaison Unit si intrattiene lungamente e distribuisce doni ai nostri feriti.

 


martedì 20 dicembre 2022

51a Sezione di Sanità. Sotto Le Tende

 Sotto le tende

 

La Sezione di Sanità sbarra la valle come un posto di blocco. Tutti coloro che scendono dalla linea del fuoco debbono per forza passare di qua.

Sono continue le visite dei vari comandanti Italiani ed Alleati. È la tappa obbligata per il Generale Comandante. Al termine della faticosa giornata vuol vedere i suoi ragazzi migliori e parla e scherza con loro e si commuove sui loro casi. Li rincuora o li rimbrotta lanciando uno “scemo!”, che fa fiorire il sorriso od un lampo di gioia anche negli occhi dei più gravi.

I feriti più leggeri parlano volentieri ed allora gli ufficiali addetti raccolgono dal loro labbro considerazioni, dati, chiarimenti utili all’andamento delle operazioni.

Arrivano i tedeschi feriti. Gli ufficiali informatori   vengono per interrogarli.

La Sezione di Sanità, davanti alle loro carni aperte, dimentica tutte le violenze ed i soprusi teutonici trattando i feriti nemici con tutte le cure ed i riguardi dovuti a chi è caduto sul campo dell’onore. Ci sentiamo moralmente superiori, più ricchi di loro del sentimento della dignità umana. Quando vengono smistati tutti sentono il dovere di ringraziare. Ben altri forse erano i loro sentimenti ed i loro timori nell’entrare sotto le nostre tende ricovero.

Quando la storia imparziale parlerà delle atrocità tedesche in questa guerra porrà al nostro attivo la verità: che il Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano nel trattamento usato ai nemici feriti è senza macchia.

 

* * *

 

Al Comando Sezione ed al Nucleo Chirurgico c’è posto solo per i gravi. Gli altri vengono smistati sugli ospedali da campo.

In certi periodi, di giorno e di notte, non uno riposa in Sezione. Da una parte si fanno trasfusioni di sangue in serie, dall’altra interventi di alta chirurgia: qui si rianima, si riscalda, si assiste, là si stende una coltre pietosa.

La tragedia umana, al suo acme, si vive in Sezione con una intensità che talvolta sembra superare le nostre possibilità.

Ultimati i compiti ordinari, sbrigate le pratiche, sistemate le scartoffie, fatta una corsa ai reparti distaccati, superando tra un cannoneggiamento e l’altro quel malaugurato   tronco di strada da Fiumetto a Baccanello, resta ancora del tempo. E se non resta si ruba al sonno ed alle notti già burrascose per rimanere vicino al lettino dei feriti che, come si è detto, sono tutti gravi.

 

 

***

 

C’è un gruppo di Salmeristi che hanno avuto le gambe stroncate da un unico colpo di mortaio vicino al pozzo dove stavano lavando le gavette.

C' è uno che lamenta un forte dolore ai piedi... Non sa che non li ha più e che essi sono rimasti là, vicino al pozzo della morte. Col ritorno della vita, che pareva perduta, il chirurgo ricorre all’ausilio dell’anestetico e tronca netto la deformità dei monconi: per l’anima però, non c’è un colpo netto da fare. C’è un progressivo conforto, c’è un lavorio spirituale e morale, che prepara una serena rassegnazione, e fa rifiorire la fiducia ed il desiderio di vivere. È questo il lavoro più difficile al quale concorrono tutti.

Chi non ricorda il caso del bersagliere Menegon? Ha avuto una gamba asportata da una bomba a mano. È giovane forte, aitante. Si teme il momento in cui si accorgerà della cosa. Quale sarà la reazione? Viene incaricato il Cappellano di svelargli la verità... “Non mi dica più nulla; ho già capito, avevo paura di sapere... sentivo che il piede mi doleva, ma quando volevo toccarlo col sinistro non lo raggiungevo mai ...!” e stringe forte le mani del sacerdote a chiedere aiuto per vincere lo sconforto dell’ora orribile. Ed i1 Generale Comandante si china su di lui, lo bacia in fronte e fonde le sue lacrime con quelle che Menegon versa sulla sua giovinezza fiorente immolata sulla croce della   Patria.

sabato 10 dicembre 2022

51a Sezione di Sanita. Un Comandante di battaglione marzo 1945


 

Nella notte del 23 marzo cade la prima vittima del Gruppo “Legnano”.

E’ il Maggiore Augusto De Cobelli, comandante del Battaglione Alpini L'Aquila.

Uscito per primo in pattuglia in terra di nessuno viene fatto segno a lancio di bombe a mano. Cade con lo sguardo proteso oltre le linee dove lo attende un bimbo che non conosce   ancora.

Non si spegne però il suo sorriso. Sorride ai suoi soldati ed ufficiali costernati; sorride al Generale Comandante che vuole essere burbero ma trattiene a stento il pianto; sorride ai medici, al Cappellano che gli è vicino prima del delicato intervento chirurgico e: “Non ho mai temuto la morte - gli dice - e non la temo nemmeno in questo momento. Facciamo bene le nostre cose!” E sorride anche alla morte che lo rapisce alle 12 del 24 marzo.

Subito dopo il suo trapasso arrivano da Firenze i genitori. E le tende ricovero accolgono ancora una tragedia di dolore... Ma il Maggiore, pur nella fissità della morte, conserva ancora le labbra atteggiate all’ultimo sorriso per la mamma la quale nel pianto esclama: “Come è bello! Sembra proprio che non gli sia rincresciuto morire.”

Noi ci inchiniamo davanti a Te, o primo Caduto del Gruppo di Combattimento “Legnano”; ci inchiniamo davanti a te, o amico, o compagno di lotta e di ideale, di cui abbiamo raccolto l’ultimo anelito e composta la salma tra le primule e le viole recate dai tuoi Alpini.

 

***

 

Il ritmo del fuoco è incessante ed il movimento dei feriti sempre intenso, notte e giorno. Ambulanze ed uomini sono sapientemente scaglionati in modo che il tragitto dei feriti dalla linea alla Sezione avviene con sorprendente rapidità e le jeeps attrezzate all’uopo sostituiscono gli altri automezzi più pesanti per piste e per sentieri da capre.

Portaferiti ed autieri ricevono anch’essi la loro razione giornaliera di colpi (nevvero uomini di Ronco Britti, di Migliarina, di Osteria?) ed in più vanno ogni tanto a prenderne dei supplementi insieme ai fanti od agli alpini.

Trilla il telefono, partono di corsa le barelle di turno. Si chiamano rinforzi ed escono anche quelle non di turno. Gli uomini sono spossati. Sono appena rientrati da un pesante trasporto; ma nessuno si sogna di protestare.  Corrono anelanti dove la voce del dolore li chiama.

Le jeeps   portaferiti transitano per dove possono, ma il fango dei calanchi è insidioso, i sentieri inaccessibili, il pericolo di precipitare nei burroni è imminente: dove però esse non arrivano vanno pur sempre le gambe degli uomini.

Da Monte Fano a Castelvecchio ed a Ronco Britti, poi attraverso la 1ubrica melma dei calanchi - che richiamano con impressionante evidenza gli orridi Danteschi - fino a Migliarina, i pesi dolorosi vengono trasportati a forza di muscoli.

Qui continua la nobile gara di velocità e di resistenza.

Madri d’Italia! Qualche vostro figlio ha avuto salve le gambe o le braccia, ha avuto salva la vita per quella corsa affannosa di quattro soldatini curvi sotto il peso della barella! Ad essi vada un pochino della vostra gratitudine.

Sul II° Reparto avanzato là, a quella svolta di Casone, arrivano sventole sonore (la razione!) ma si lavora con alacrità e con imperturbabile calma a quegli interventi ed a quelle trasfusioni di plasma che sono indilazionabili. I feriti sostano, si scarica, si visita, si medica - se è necessario - si ricarica e via verso il Comando Sezione. Qualche volta si lavora anche senza medico perché questi è andato incontro ai feriti a Ronco Britti od all’infermeria di Battaglione.

Non c'è tregua per i telefonisti che ricevono notizie dei feriti in partenza e li seguono di tappa in tappa, informandosi minutamente delle loro generalità e delle loro condizioni; e quando essi giungono in Sezione tutto è pronto a riceverli. Se si ha notizia della necessità di un intervento il chirurgo ed i suoi aiuti si fanno trovare in camera operatoria colla maschera sul volto ed i guanti infilati…

E questo giorno e notte, sotto il tiro delle artiglierie tedesche i cui colpi - oh provvida collina di Bisano! - ci scavalcano. È difficile che un uomo non venga medicato od operato prima che scadano un’ora o due dal momento della ferita.

 

 

 

 


mercoledì 30 novembre 2022

51a Sezione di Sanità Primavera 1945

 Le solite sibille della prudenza cominciarono a pronosticare che la Sezione, impiantata com'era, era destinata ad essere travolta dal fiume qualora fosse venuto il maltempo. Ma nessuno se ne dette per inteso giacché un lungo passato operativo aveva dimostrato come fosse fortunato il nostro Comando nella scelta delle località di impianto. Qualcuno più pratico pensa che in barba a tutte le leggi della balistica qualche randagia granata tedesca potrebbe venire a frugare in quell’angolo fra le rocce ed il fiume e pensa a scavarsi il rifugio.

Quasi tutto il lavoro di preparazione era compiuto quando subì un breve arresto. Nell’accampamento rimasero solamente alcuni soldati di guardia.  E gli altri?  Mentre tutte le truppe di linea erano in movimento c’era da costituire un posto di avviamento munizioni (P.A.M.) e colla massima sollecitudine si dovevano scaricare settantacinque pesanti autocarri. Il Generale Comandante non ebbe in quel momento sottomano altra soluzione possibile che impiegare in tale compito gli uomini della Sezione di Sanità.

Parve al Comandante della Sezione di dover rappresentare che ai portaferiti, addetti già nei giorni di attesa ai lavori di carico e scarico, al momento di entrare in linea   dovesse essere risparmiato quel compito; ma sebbene ciò fosse ritenuto giusto non c’era altra via da scegliere e bisognava eseguire.

La disciplina dei soldati della Sezione non era ancora sopita. Gli ufficiali medici e non medici, Cappellano, si misero in testa.  Copersero di calli quelle mani che nei giorni seguenti avrebbero dovuto compiere tanti delicati interventi. Non un soldato protestò.

In due ore oltre duemila quintali di munizioni furono scaricate e fu costituito il P.A.M.


* * *


Lo schieramento delle truppe in difensiva avvenne progressivamente, a partire dalla notte sul 21 marzo. Da destra a sinistra il I° Battaglione del 68 Fanteria, poi il II°, poi il Battaglione Alpini Aquila, quindi il Piemonte, per tutto il tratto di fronte che va da Casa Volpiere, attraversa la strada provinciale ed il fiume e termina all'altezza di Monte Ceresa.

          Il IX° Reparto d’Assalto ed il Battaglione Bersaglieri Goito sono indietro, in secondo scaglione, pronti agli ulteriori sviluppi offensivi. I sei gruppi dell’11° Reggimento Artiglieria scaglionati in appoggio col loro robusto concorso di fuoco.

 La Sezione di Sanità ed il 34° Nucleo Chirurgico hanno completato i loro impianti: una grande tenda di medicazione pronta a tutte le evenienze, in perfetto ordine la camera operatoria e l'impianto dei Raggi X, preparati i posti di ricovero d’urgenza con letto o con barelle per un centinaio di feriti, servizi e collegamenti a punto. Il servizio odontoiatrico ed i bagni a doccia calda funzionanti tutto il giorno.

Nella parte più eccentrica dello schieramento si stabilisce (20 marzo) il II° Reparto Autocarreggiato in località Casone; un plotone di portaferiti, attraverso una straducola di dubbia stabilità tracciata fra le creste dei calanchi, raggiunge Ronco Britti; un altro si attenda ai margini della rotabile presso Osteria di Monterenzio.

Era forse un presentimento degli eventi decisivi oppure l'intenzione dei tedeschi di prevenire le mosse dei nostri che con azioni di pattuglie a largo raggio avevano incominciato a saggiare la loro combattività, e a stabilire l'esatta dislocazione e l'entità dei loro apprestamenti difensivi? Sta di fatto che non era ancora ultimato il nostro schieramento che già il duello delle artiglierie e lo scambio dei colpi di mortaio aumentava di tono di giorno in giorno.

Il Comandante del 68 Fanteria, in comunicazione telefonica con un posto avanzato dove piovevano mortaiate, ammoniva: “Ragazzi, al fronte in prima linea spetta una razione giornaliera di colpi in arrivo: sulla razione   non   bisogna discutere perché è un diritto del nemico”.

Ed i fanti e gli alpini, immobilizzati per lunghi giorni in quelle postazioni da cui solo la notte era possibile qualche evasione, si prendevano silenziosamente   quella razione, e fin la notte bisognava attendere per sgomberare i feriti che tutto quel tratto di fronte era scoperto e la strada di accesso sotto tiro diretto.

Casa Volpiere, Castelvecchio, Sant’Anna, Monte Fano, Cà Spettra, Cà dei Sanadini, Cà Marchetti sinonimi di guerra di trincea, di logorio di nervi e di uomini.

I comandanti di Divisione, di Reggimento, di Battaglione non stanno fermi. I posti di Comando sono fatti per le carte e per i telefoni. Essi sono spesso in mezzo ai soldati, nelle postazioni avanzate. Vogliono assicurarsi “de visu” che tutta la macchina bellica proceda bene e che venga salvaguardata al massimo possibile la vita dei loro ragazzi.

 


domenica 20 novembre 2022

51a Sezione di Sanità

 QUADRI DELLA 51ª SEZIONE DI SANITA' DURANTE LA BATTAGLIA PER BOLOGNA

 

C O M AN D O

COMANDANTE

Capitano Medico Giuseppe Gerosa

AIUTANTE MAGGIORE

S. Ten. Medico Franco Gasparro Rocca

UFFICIALE DENTISTA

Ten. Medico Giuseppe Valente

UFFICIALE FARMACISTA

Cap. Chimico Farm. Felice Gennari

UFFICIALE AUTOMOBILISTA

Cap. Autom.  Francesco Jorio

UFFICIALE DI AMMINISTRAZIONE

Ten. di Amm. Ferdinando Movalli

CAPPELLANO

Ten. Cappellano Don Nello Del Raso

 

1° REPARTO DI SANITA’                         2° REPARTO DI SANITA’

  AUTOCARREGGIATO                              AUTOCAREGGIATO

       COMANDANTE                                          COMANDANTE

         Ten. Medico                                                S.Ten. Medico

       Raffaele Passera                                                   Luigi Neri

        ADDETTO                                                      ADETTO

       S. Ten. Medico                                                  S. Ten. Medico

  Andrea Della Beffa                                               Onofrio Solimini

 

 

PLOT.NE DI DISINFEZIONE E DIFESA ANTIMALARICA

COMANDANTE

Ten. Medico Roberto Pietra

 

REPARTO PORTAFERITI

COMANDANTE

Ten. di Cavall. Gino Callegari

 

34° NUCLEO CHIRURGICO

DIRETTORE

Capitano Medico Vittorio Pelagatti

AIUTO                                        RADIOLOGO

S.Ten. Med. Renato Antonini       S. Ten.Med. Lamberto Jemmi

 

 

***

 


giovedì 10 novembre 2022

51a Sezione di Sanità. Valle Indice

 

"e ancor l’ira tedesca si acerba

Contro il manipol saldo come smalto

che di tedesco sangue tinge l’erba”

(Marradi – Rapsodie Garibaldine)

 

 

La caratteristica del settore di fronte affidato al Gruppo di Combattimento “LEGNANO” è legata al fatto che il nemico, già cacciato nell’autunno dal crinale della catena appenninica, si è arrestato sugli ultimi contrafforti a cavallo di alcune valli che scendono a sud di Bologna: Valle Savena, Valle Zena, Valle Idice, Valle Sillaro, Valle Santerno: egli intende difendere l’importante   città chiave della Valle   Padana.

Il Gruppo “Legnano” dà il cambio alla 91ª Divisione Americana in Valle Idice.

Siamo l'ultima Divisione di destra del 11° Corpo e quindi della 5ª Armata Americana e costituiamo la saldatura con l’8ª Armata Britannica. Alla nostra destra è una Divisione Indiana.

 L’Idice è un fiume a carattere torrentizio con un letto, in certi tratti, abbastanza largo e ghiaioso. Una buona strada che si stacca dalla Via Emilia nei pressi di San Lazzaro di Savena percorre la valle e termina con un fondo cieco a Frassineta.

Entriamo nella valle, a notte fonda, da Le Filigare ed attraverso una strada ad unica corrente di traffico scendiamo fin presso le sponde dell’Idice. Sembra di scendere in un pozzo oscuro. Dai fianchi della montagna sgorgano potenti le sorgenti luminose dei fari che fasciano di un tenue biancore le cose circostanti. Lampi e rombi avvertono che il nemico è vicino e che bisogna procedere a fari spenti. A Frassineta, piccolo gruppo di case più o meno danneggiate, si raccolgono tutti gli automezzi e si bivacca come meglio si può, cullati dal canto delle opposte artiglierie.

All'alba il Comando Sezione, col I° e II° Reparto e con i portaferiti, si spinge di altri dodici chilometri verso la linea, mentre resta in loco la base.

 *


Si spiegano le tende sul greto del fiume, a ridosso del roccione di Bisano, che sbarra la valle e sul quale domina, visione di pace nell’orrore circostante, la Chiesa miracolosamente   intatta.

A S. Benedetto di Querceto, un poco più arretrato rispetto a noi, si stabilisce il Comando Tattico del “Legnano”.

Il fronte, dicono, è abbastanza tranquillo. Per il momento soltanto i tiri di disturbo delle artiglierie americane, piazzate intorno a noi, guastano i nostri sonni, ma tutti pensano che la cosa non durerà e che la realtà ci si mostrerà presto nel suo vero aspetto. Gli uomini lavorano con alacrità e con entusiasmo e presto, sul greto del fiume, sorgono le tende ricovero e tutti gli impianti necessari al perfetto funzionamento.

Varie Unità della 91ª Divisione di Fanteria Americana stanno ritirandosi in seguito alla sostituzione da parte dei nostri. Gli uomini fissano con insistenza la modesta tendopoli. Sembra ad essi di rivedere un volto noto: “Italian Red Cross” “Italian Clearing Station”. È la Croce Rossa Italiana - è la Sezione di Sanità - che i veterani del II° Corpo hanno visto in quell'ormai lontano dicembre del 1943 ai margini della Casilina. Qualcuno si ferma, caccia la testa dentro. Lo scambio di qualche bicchiere di vino e di sigarette rinnova la vecchia fraternità di armi. Gli Americani della 5ª Armata non dimenticheranno mai i soldati dell'Esercito regolare Italiano, né il sangue versato in comune da Mignano al Garda per la causa della libertà!

Il riconoscimento alleato è stato sinora una delle poche soddisfazioni del nostro soldato. Quello dei connazionali non tarderà a venire.

Il giudizio degli Alleati sul nostro conto non era tale al tempo degli sbarchi in Sicilia, in Calabria, a Taranto, a Salerno. La loro stima non ci è stata regalata ma il nostro soldato l’ha comperata al duro prezzo di mortificazioni, di sacrifici e di sangue.