I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli

I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli
Bivio per Casteld'Emilio, sotto Paterno: La popolazione civile, in maggioranza femminile in quanto gli uomini erano nascosti applaude al passaggio dei carri polacchi

giovedì 30 settembre 2021

GIuseppe Fondiduri.

 

IL NONNO RACCONTA …

 

Mi chiamo Giuseppe Fonsdituri, sono nato a Casamassima, un Comune in provincia di Bari, da una famiglia onesta e numerosa, avevo solo 9 anni quando mio fratello Oronzo, decise di partire in guerra, nonostante l’insistente contrarietà dei miei genitori. Oronzo era il terzogenito ed aveva diciannove anni quando partì volontario per il fronte.

Durante la 2^ guerra mondiale (1940-1945) l’Italia si alleò con la Germania nazista e antisemita. I tedeschi si ritenevano un popolo di razza superiore: “ariana”, infatti, gli  italiani divennero succubi e da qui nacque la necessità di insorgere, di liberare il nostro Paese (guerra di liberazione).

Il giorno 8 settembre 1943 partiva da Bari un treno diretto a San Pietro Vernotico (Campania), che trasportava mezzi, e uomini destinati a combattere a fianco degli alleati (americani-francesi-inglesi) contro i tedeschi.

Era il Nucleo di Sanità Motorizzato formato da due reparti:

  • 51^ Sezione di Sanità
  • 1^ Raggruppamento Motorizzato.

Mio fratello Oronzo e il suo compagno Salvatore Carlucci di Putignano facevano parte del primo reparto, erano soldati sanitari catalogati fra le truppe dei servizi, quindi ritenuti meno esposti a rischio, raramente riscuotevano quel riconoscimento dovutogli per la loro operosità sul campo di battaglia.

Seguivano passo passo l’avanzare del fronte, talvolta, dovevano uscire dal ricovero (ospedale da campo) e sotto il tiro incessante del nemico strisciavano sul terreno con foga affannosa, perché sapevano che dove scorreva sangue del “fratello” il tempo era vita e ogni indugio, pur breve, era morte.

A casa, quando, arrivava una lettera dal fronte mia madre piangeva dalla gioia, tutti sedevano intorno a lei e ascoltavamo attentamente ciò che leggeva e fra i saluti e gli abbracci ricordava sempre la sua cagnolina Bellina, che aveva cresciuto sin da piccolo e gli era affezionato.

Il 17 luglio 1944 il XI Reparto d’Assalto compiva una brillante azione a Cingoli, Villastrada e Rustico, mietendo morti, a decine, e feriti, a centinaia. Il rischio di calpestare una mina era alto, non solo per i soldati ma anche per chi soccorreva i feriti.

Era notte inoltrata e una voce chiamava dal terreno minato, dove si aggiravano nemici sbandati, ma duri a cedere. Il soldato, gravemente ferito, l’ardito Oronzo Fonsdituri, lo riconobbe alla voce il suo vecchio Comandante del 1^ Plotone di Fanteria, tenente Piero D’Ercole. Il tenente si accorse a ricercarlo nell’oscurità, lo sollevò e lo portò a braccia di là del fiume, purtroppo il compagno Salvatore Carlucci giaceva a terra, falciato dalle raffiche del mitra avversario.

Dopo quattro giorni di agonia, anche mio fratello soccomberà all’ospedale da campo, in seguito alle gravi ferite riportate al capo, ad un braccio e ad una gamba, in quanto colpito dalle schegge di una mina calpestata dall’amico Salvatore, che camminava un passo avanti a lui. Erano due soldati sanitari che ambirono di fregiarsi delle fiamme azzurre e di imbracciare il mitra.

Si ritrovarono sul campo d’onore col Comandante che ripeteva loro, al momento in cui lasciarono la 51^ Sezione di Sanità e passarono al XI Reparto d’Assalto: <… perché andate via? … anche qui si fa la guerra… anche qui si muore…>

Ricordo che facevo un sogno: io e mio fratello eravamo al paese per la via del cimitero, i cipressi si muovevano al vento che soffiava, dicevo: “Oronzo vieni andiamo a casa”.

Oronzo mi rispondeva: “Non posso, non posso più tornare a casa!” e scompariva nel buio delle tenebre.

La mattina appena mi svegliai raccontai alla mamma dello strano sogno, ma lei amorevolmente mi tranquillizzò subito. Accadde uno strano episodio, da tre giorni Bellina non mangiava e si lamentava, era rintanata nella sua cuccia e ringhiava a chi gli si avvicinava. Al quarto giorno il cane uscì dalla sua cuccia e cominciò ad abbaiare e ululare… per poi spegnersi inspiegabilmente.

In casa si respirava aria di tensione, l’ansia cresceva man mano che passavano i giorni e non arrivavano notizie da parte di Oronzo.

Il 21 luglio 1944, di buon mattino, ricevemmo la visita dei carabinieri che comunicavano la tragica morte del nostro amato Oronzo. C’era una calma apparente, nessuno faceva rumore, ci si evitava a vicenda, quando mia madre cominciò a singhiozzare e poi scoppiò in un pianto straziante tenendo stretto a sé il ritratto di Oronzo.

I miei genitori erano inconsolabili. Ricordo mia madre che spesso si sedeva sul letto, guardava la foto di Oronzo e piangeva e noi fratelli più piccoli a consolarla con gli occhi gonfi di lacrime. Mia madre espresse il desiderio che i resti di suo figlio fossero riportati al paese e, dopo la morte di entrambi i genitori, tumulati con loro.

Tutti i giovani che partirono volontari alla guerra di liberazione, invece di restare a casa ad aspettare, coraggiosamente affrontarono il destino, perché serbavano fede al principio: <un mondo migliore può nascere con Giustizia, Lealtà e Sacrificio>.

venerdì 10 settembre 2021

Rivista QUADERNI n. 2 del 2021 Aprile - Giugno 2021

 


Nota redazionale

Come noto, questa rivista, espressione del sostegno ai master di primo livello attivati, per l’area forze armate, presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma, sui temi di storia militare e politica militare, è articolata, conseguentemente, su due versanti, il primo dedicato alla storia ed il secondo dedicato alla geografia, e, per estensione alla geografia politica economica e quindi alla geopolitica.

 

Questo numero, per la parte di storia, ospita contributi relativi alla data centenaria della traslazione del Milite Ignoto, sulla scia dei contributi pubblicati nei numeri precedenti. Da sottolineare la pubblicazione integrale del Calendario Azzurro del 2021 dedicato al Milite Ignoto, sintesi felice ed eccellente predisposta da Antonio Daniele. Seguono gli articoli di tre laureati al Master di Storia Militare, uno, di Augusto Angelini (epoca napoleonica) sulla ricostruzione della battaglia di Salamanca, l’altro di Sotorios E. Drokalos (seconda guerra mondiale) che ci dà la versione greca della nostra aggressione al suo paese nel 1940. Infine il terzo contributo di Romano Olevano dedicato ad un tema, il soldati del primo tricolore che la copertina del numero passato aveva preannunciato come tema di trattazione.

 

Per la parte geografica l’articolo Valentina Trogu che tratta del rapporto tra la sociologia e scienze strategiche, è rinviato al numero 4 del 2021 per ragioni di spazio, mentre in geopolitica delle prossime sfide si tratta dell’impatto del Governo Draghi nei rapporti internazionali dell’Italia. In Scenari una breve scheda della influenza che ancora oggi hanno i principi e dogmi dell’Impero romano e della sua eredità.

 

Nelle rubriche, quelle relative al CESVAM si riportano alcune peculiari attività del Centro, con la pubblicazione dei Bandi relativi alle due nuove iniziative, ovvero l’attivazione del Master dedicato al Terrorismo e all’Antiterrorismo Internazionale, e al Corso di Aggiornamento e Specializzazione sempre sullo stesso argomento riservato anche ai diplomati, mentre gli Indici della rivista QUADERNI ON LINE si riferiscono al I trimestre del 2021 Ulteriori notizie sulla attività del CESVA sono possibili trovarle sulla home page della piattaforma www.cesvam.org alla rubrica “Eventi” ed alla rubrica “Notizia CESVAM”, La rubrica di chiusura riporta la iconografia della Brigata “Caltanisetta”, della prima guerra mondiale, come tradizione di questa rivista.

Da ultimo, l’editoriale del Presidente Nazionale ed il Post editoriale del Direttore del Periodico anche per questo numero sono intonati al tema della celebrazione del Milite Ignoto, nel solco delle scelte sopra dette, e dei contenuti evidenziati nella pubblicazione consorella.

(massimo coltrinari)

Il prossimo numero 3 del 2021, 20° della Serie, sarà dedicato, come continuazione del n. 3 del 2019, 16° della Serie, al CESVAM Report. Settembre 2019- Agosto 2021 ove si illustreranno le attività e le realizzazioni dell’ultimo biennio.  (massimo Coltrinari)

 

In I di Copertina: Il Milite Ignoto Cerimonia del 4 Novembre 1921 all’Altare della Patria.

 

Il presente numero è stato chiuso in tipografia il 30 giugno 2021




 

venerdì 20 agosto 2021

Ricordare chi ci liberò.. I Comandanti del Corpo Italiano di Liberazione

 

MASSIMO COLTRINARI

La liberazione di Osimo.  Ricordare chi ci liberò

 

Secondo articolo ispirato all’intervento di Paolo Mieli, lo scorso 16 luglio, nel quadro delle celebrazioni per il 77° anniversario della Liberazione di Osimo; come noto il giornalista ha proposto un interessante motivo di recupero della memoria e contrasto all’oblio, significando che sarebbe cosa degna di nota che strade, vie, rondò ed altro fossero intestati ai protagonisti di quelle giornate, i soldati polacchi del II Corpo e i soldati italiani del Corpo Italiano di Liberazione. Con la nota precedente abbiamo delineato l’iniziativa[1] ed indicato i nomi dei Comandanti polacchi, con questa indichiamo i nomi dei comandati del C.I.L. che furono i protagonisti di quelle giornate.

Perché i comandanti del Corpo Italiano di Liberazione ? Che cosa centrano costoro con la liberazione di Osimo? e con la battaglia per Ancona?

Negli anni si è costruita una storia che è basata su pochi presupposti. Noi abbiamo adottato un approccio più ampio sulla Guerra di Liberazione che si basa sul concetto militare di una guerra su cimque fronti; il sud, il movimento partigiano al nord, l’internamento in Germania ( la resistenza del “No”), la resistenza dei soldati italiani all’Estero (Grecia, Jugoslavia, Francia, Albania ecc.) e la prigionia di guerra (1943-1945)[2]. Rinviando al dizionario citato in nota per il framework adottato, qui possiamo dire che i Polacchi, senza l’intervento di ulteriori forze non avrebbero con le loro forze disponibili potuto conquistare Ancona. I rapporti di forza tra tedeschi (difesa) e polacchi (attaccanti) erano si a favore dei polacchi ma non sufficienti. Ovvero i polacchi non erano in grado di attuare una manovra a livello corpo d’armata, ma solo a livello divisionale. Questo lo appreso a loro spese con la sconfitta nella Prima battaglia per Ancona (1-6 Luglio 1944) in cui attuando una manovra a livello divisionale, avendo come obiettivo Ancona, a mala pena riuscirono a sorpassare Loreto e giungere sulla costa orientale di Crocette-Castelfidardo, perdendo il 25% delle forze corazzate (49 carri armati sui 200 disponibili) in quattro giorni di battaglia. Perdite inaccettabili per i risultati conseguiti. Sospesa la battaglia, riconsiderati i termini operativi, come da dottirna, Ancona poteva essere conquista solo con una manovra di Corpo d’Armata, ovvero impiegando con differenti compiti tre divisioni. I Polacchi avevano solo due divisioni la 3a “Lancieri dei Carpazi” e la 5a “Krescowa”.  Nel loro organico dal mese di aprile 1944 vi era anche il C.I.L., Corpo Italiano di Liberazione, 25 mila uomini con i supporti, ovvero una unità a livello divisionale. Questa era disseminata da Macerata fermo fino in Abruzzo, e si muoveva per via ordinaria, cioè a piedi. Il Comando della VIII Armata Britannica ed il XV Gruppo d’Armate in Italia avevano chiaramente detto che non vi era disponibili  per i prossimi mesi nessuna divisione ne altre turppe.

Convocato il gen. Utili comandante del C.I.L. (ed il suo capo di SM, Col Lombardi) al HQ Polacco  si elaborò in piano per l’attacco su Ancona, in gran parte suggerito dallo stesso Utili, facendo conto anche della sua esperienza come Capo di SM del gen. Messe in Russia con il CSIR. Il Piano prevedeva che, avendo come obiettivo Ancona, la 3a “Lancieri dei Carpazi” esercitasse il fissaggio (cioè bloccare il massimo forze tedesche minacciando attacchi) sulla parte destra dello schieramento (in pratica dalla Baraccola al mare verso est), la 5a “Krescowa” sfondasse al centro lungo la via di facilitazione Casenuove, Croce di San Vincenzo, Agugliano Cassero e sbucare a nord di Falconara (chiudendo in una sacca tutte le forze tedesche a difesa), il C.I.L. avanzare sulla sinistra, gravitare verso occidente puntare su Jesi, dando sicurezza e protezione al fianco attaccante polacco. Ancona sarebbe stata conquista per manovra, evitando combattimenti nel centro abitato.

Premessa fondamentale a questo piano era il controllo del crocivia di Filottrano punto focale delle vie di facilitazione che portano ad Ancona. Chi controlla Filottrano arriva in Ancona e questo i tedeschi lo sapevano bene tanto che, percepita la minaccia, il 7 luglio fanno affluire a Filottrano un intero battaglione della loro esigua  riserva. Compito di attaccare e conquistare Filottrano fu affidato al C.I.L., che in 24-36 ore, fu portato con autocarri sulle basi di partenza per l’attacco a Filottrano (gli autocarri che erano stati per mesi negati, spuntarono miracolosamente in poche ore e furono messi a disposizione degli Italiani). Conquista Filottrano il 9 luglio, entro una settimana il piano per Ancona poteva essere attuato. E così fu.[3] La volontà inglese di minimizzare ad ogni costo ed in ogni luogo ed in ogni momento l’apporto degli italiani alla guerra al tedesco (Prima con il I Raggruppamento Motorizzato, poi con il C.I.L., poi con i Gruppi di Combattimento) ha fatto si che noi nella nostra storia abbiamo cancellato questo apporto. Nessuno nel nostro territorio, Osimo compreso, sa che Osimo come Ancona sono state liberate con la partecipazione dagli uomini del C.I.L., come in effetti avvenne. Ancona è stata liberata dai Polacchi. Prova indiretta è il comportamento del Comando Polacco che avevano sul campo constatato che senza i 25.000 uomini del C.I.L. Ancona non sarebbe stata presa se non chiamando una divisone alleata, che non era disponibile al momento, da altri settori. La concezione brillante del piano, l’azione vittoriosa su Filottrano, premesse di successo, sono opera del C.I.L. l’azione di sicurezza svolta durante l’attacco, fondamentale per impedire manovre aggiranti tedesche sono così evidenti che permettono di dire che anche gli Italiani parteciparono alla liberazione del nostro capoluogo. A conferma di ciò l’atteggiamento tedesco: quando il 20 luglio mattina gli uomini del C.I.L. entrarono e conquistarono Jesi, il gen Hoppe, comandante tedesco diede l’ordine di abbandonare tutte le posizioni di resistenza e porsi in salvo oltre il fiume Cesano. Ancona era definitivamente al riparo di ogni minaccia tedesca. Normalmente se una cosa uno non la vuole ottenerem non la ottiene, così come se uno vuole negare una cosa normalmente la  nega. In tutta questa vicenda prevale la volontà britannica,  di non dare nessun merito agli Italiani. Fino al 1949, dopo il trattato di pace, e l’entrata dell’Italia nella NATO questa era la loro posizione. L’apporto delle Forze Armate Italiane ( oltre 500 mila uomini alla fine della guerra) è negato. Dopo il 1949, ma ormai l’onda era passata,  arrivarono i riconoscimenti,, quelli che ancora oggi non sono arrivati dagli Italiani per gli uomini che combatterono nel I Fronte la Guerra di Liberazione.

Con questa iniziativa cerchiamo di fare del nostro meglio e quindi onorare chi partecipò come soldati italiani alla liberazione delle nostre terre, sotto comando Polacco, dedicando loro vie, vicoli, larghi e rondò di terre per cui combatterono. Fuor di retorica, ricordare e combattere l’oblio, ormai dominante potrebbe essere degno di nota ricordare, con i comandanti, quei soldati che sono stati e sono gli ispiratori dei componenti dell’Esercito attuale, loro erede, che come loro, non si è mai risparmiato e non si risparmia per il bene di tutti.

Questi comandanti erano:

Gen. Giovanni Messe, Capo di Stato Maggiore Generale, comandante di tutte le forzr armate italiane nel 1944

Gen. Paolo Berardi, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel luglio 1944

Gen. Umberto Utili, Comandante del Corpo Italiano di Liberazione del luglio 1944

Col. Lanfranco Lombardo, Capo di SM del Corpo Italiano di Liberazione

Gen. Ettore Fucci, vice comandante del Corpo Italiano di Liberazione

I Comandanti sono a livello di Comandante di Corpo. Ovviamente non è nel progetto, per ragioni di opportunità, indicare i Comandanti di Brigata, come il gen. Moriggi, l’artefice di Filottrano, di reggimento, Ten.Col. Briatorre, artecice della liberazione di Jesi, , Col Valfè di Bonzo, Col. Leandro Giaccone ecc. o equivalenti che sono oltre una decina e men che meno i comandanti di battaglione che sono tre volte tanto.

Nelle pubblicazioni indicate in nota[4] saranno compilate le biografie dei Comandanti citati, ed anche quelli di livello ordinativo inferiore non citati, che potrebbero essere di utilità nel corpo del progetto.[5] Anche attraverso le colonne della “La Meridiana”, oltre che sul blog “marche1944.blogspot.com,  aggiorneremo chi è interessato a questa iniziativa degli sviluppi futuri.

 

 



[1] Chi volesse ulteriori dettagli Info: federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org

[2] Vds Dizionario minimo della Guerra di Liberazione, Roma-Viterbo, Edizioni ArcheAres, Collana I Libri del Nastro Azzurro, 2018-2022, 8 Volumi.

[3] Una dettaglia ricostruzione di quanto detto sta in Coltrinari M., Il Corpo Italiano di Liberazione e Ancona. Il passaggio del fronte: giugno-luglio 1944. Il tempo delle oche versi e del laro rosso, Roma, Università la Sapienza. Ed Nuova Cultura, 2014, La ricostruzione è correlata dalle Note di Diario ( Giugno - Luglio 1944) dell’osimana Francesco Bonci che riporta come ha vissuto Lei e la sua famiglia in Osimo quei giorni di paura e di tragedia

[4] Via via che si completano saranno pubblicate su “www.coltrinarimarche1944.blogspot.com”

[5] Le foto sono tratte da Giuseppe Campana (a cura di) La Battaglia di Ancona del 17-19 luglio 1944 ed il Corpo d’Armata Polacco, Ancona, Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche. Il progetto vuole anche rendere omaggio a Giuseppe Campana che si impegnò con estremo successo  a ricostruire  questi avvenimenti  ed a mettere a disposizione di tutti materiale di archivio di estremo interesse. Un doveroso omaggio allo studioso ed all’amico difficilmente dimenticabile.

martedì 10 agosto 2021

Ricordare chi ci liberò. I Comandati del II Corpo Polacco

 

MASSIMO COLTRINARI

La liberazione di Osimo.  Ricordare chi ci liberò

 

Secondo articolo ispirato all’intervento di Paolo Mieli, lo scorso 16 luglio, nel quadro delle celebrazioni per il 77° anniversario della Liberazione di Osimo; come noto il giornalista ha proposto un interessante motivo di recupero della memoria e contrasto all’oblio, significando che sarebbe cosa degna di nota che strade, vie, rondò ed altro fossero intestati ai protagonisti di quelle giornate, i soldati polacchi del II Corpo e i soldati italiani del Corpo Italiano di Liberazione. Con la nota precedente abbiamo delineato l’iniziativa[1] ed indicato i nomi dei Comandanti polacchi, con questa indichiamo i nomi dei comandati del C.I.L. che furono i protagonisti di quelle giornate.

Perché i comandanti del Corpo Italiano di Liberazione ? Che cosa centrano costoro con la liberazione di Osimo? e con la battaglia per Ancona?

Negli anni si è costruita una storia che è basata su pochi presupposti. Noi abbiamo adottato un approccio più ampio sulla Guerra di Liberazione che si basa sul concetto militare di una guerra su cimque fronti; il sud, il movimento partigiano al nord, l’internamento in Germania ( la resistenza del “No”), la resistenza dei soldati italiani all’Estero (Grecia, Jugoslavia, Francia, Albania ecc.) e la prigionia di guerra (1943-1945)[2]. Rinviando al dizionario citato in nota per il framework adottato, qui possiamo dire che i Polacchi, senza l’intervento di ulteriori forze non avrebbero con le loro forze disponibili potuto conquistare Ancona. I rapporti di forza tra tedeschi (difesa) e polacchi (attaccanti) erano si a favore dei polacchi ma non sufficienti. Ovvero i polacchi non erano in grado di attuare una manovra a livello corpo d’armata, ma solo a livello divisionale. Questo lo appreso a loro spese con la sconfitta nella Prima battaglia per Ancona (1-6 Luglio 1944) in cui attuando una manovra a livello divisionale, avendo come obiettivo Ancona, a mala pena riuscirono a sorpassare Loreto e giungere sulla costa orientale di Crocette-Castelfidardo, perdendo il 25% delle forze corazzate (49 carri armati sui 200 disponibili) in quattro giorni di battaglia. Perdite inaccettabili per i risultati conseguiti. Sospesa la battaglia, riconsiderati i termini operativi, come da dottirna, Ancona poteva essere conquista solo con una manovra di Corpo d’Armata, ovvero impiegando con differenti compiti tre divisioni. I Polacchi avevano solo due divisioni la 3a “Lancieri dei Carpazi” e la 5a “Krescowa”.  Nel loro organico dal mese di aprile 1944 vi era anche il C.I.L., Corpo Italiano di Liberazione, 25 mila uomini con i supporti, ovvero una unità a livello divisionale. Questa era disseminata da Macerata fermo fino in Abruzzo, e si muoveva per via ordinaria, cioè a piedi. Il Comando della VIII Armata Britannica ed il XV Gruppo d’Armate in Italia avevano chiaramente detto che non vi era disponibili  per i prossimi mesi nessuna divisione ne altre turppe.

Convocato il gen. Utili comandante del C.I.L. (ed il suo capo di SM, Col Lombardi) al HQ Polacco  si elaborò in piano per l’attacco su Ancona, in gran parte suggerito dallo stesso Utili, facendo conto anche della sua esperienza come Capo di SM del gen. Messe in Russia con il CSIR. Il Piano prevedeva che, avendo come obiettivo Ancona, la 3a “Lancieri dei Carpazi” esercitasse il fissaggio (cioè bloccare il massimo forze tedesche minacciando attacchi) sulla parte destra dello schieramento (in pratica dalla Baraccola al mare verso est), la 5a “Krescowa” sfondasse al centro lungo la via di facilitazione Casenuove, Croce di San Vincenzo, Agugliano Cassero e sbucare a nord di Falconara (chiudendo in una sacca tutte le forze tedesche a difesa), il C.I.L. avanzare sulla sinistra, gravitare verso occidente puntare su Jesi, dando sicurezza e protezione al fianco attaccante polacco. Ancona sarebbe stata conquista per manovra, evitando combattimenti nel centro abitato.

Premessa fondamentale a questo piano era il controllo del crocivia di Filottrano punto focale delle vie di facilitazione che portano ad Ancona. Chi controlla Filottrano arriva in Ancona e questo i tedeschi lo sapevano bene tanto che, percepita la minaccia, il 7 luglio fanno affluire a Filottrano un intero battaglione della loro esigua  riserva. Compito di attaccare e conquistare Filottrano fu affidato al C.I.L., che in 24-36 ore, fu portato con autocarri sulle basi di partenza per l’attacco a Filottrano (gli autocarri che erano stati per mesi negati, spuntarono miracolosamente in poche ore e furono messi a disposizione degli Italiani). Conquista Filottrano il 9 luglio, entro una settimana il piano per Ancona poteva essere attuato. E così fu.[3] La volontà inglese di minimizzare ad ogni costo ed in ogni luogo ed in ogni momento l’apporto degli italiani alla guerra al tedesco (Prima con il I Raggruppamento Motorizzato, poi con il C.I.L., poi con i Gruppi di Combattimento) ha fatto si che noi nella nostra storia abbiamo cancellato questo apporto. Nessuno nel nostro territorio, Osimo compreso, sa che Osimo come Ancona sono state liberate con la partecipazione dagli uomini del C.I.L., come in effetti avvenne. Ancona è stata liberata dai Polacchi. Prova indiretta è il comportamento del Comando Polacco che avevano sul campo constatato che senza i 25.000 uomini del C.I.L. Ancona non sarebbe stata presa se non chiamando una divisone alleata, che non era disponibile al momento, da altri settori. La concezione brillante del piano, l’azione vittoriosa su Filottrano, premesse di successo, sono opera del C.I.L. l’azione di sicurezza svolta durante l’attacco, fondamentale per impedire manovre aggiranti tedesche sono così evidenti che permettono di dire che anche gli Italiani parteciparono alla liberazione del nostro capoluogo. A conferma di ciò l’atteggiamento tedesco: quando il 20 luglio mattina gli uomini del C.I.L. entrarono e conquistarono Jesi, il gen Hoppe, comandante tedesco diede l’ordine di abbandonare tutte le posizioni di resistenza e porsi in salvo oltre il fiume Cesano. Ancona era definitivamente al riparo di ogni minaccia tedesca. Normalmente se una cosa uno non la vuole ottenerem non la ottiene, così come se uno vuole negare una cosa normalmente la  nega. In tutta questa vicenda prevale la volontà britannica,  di non dare nessun merito agli Italiani. Fino al 1949, dopo il trattato di pace, e l’entrata dell’Italia nella NATO questa era la loro posizione. L’apporto delle Forze Armate Italiane ( oltre 500 mila uomini alla fine della guerra) è negato. Dopo il 1949, ma ormai l’onda era passata,  arrivarono i riconoscimenti,, quelli che ancora oggi non sono arrivati dagli Italiani per gli uomini che combatterono nel I Fronte la Guerra di Liberazione.

Con questa iniziativa cerchiamo di fare del nostro meglio e quindi onorare chi partecipò come soldati italiani alla liberazione delle nostre terre, sotto comando Polacco, dedicando loro vie, vicoli, larghi e rondò di terre per cui combatterono. Fuor di retorica, ricordare e combattere l’oblio, ormai dominante potrebbe essere degno di nota ricordare, con i comandanti, quei soldati che sono stati e sono gli ispiratori dei componenti dell’Esercito attuale, loro erede, che come loro, non si è mai risparmiato e non si risparmia per il bene di tutti.

Questi comandanti erano:

Gen. Giovanni Messe, Capo di Stato Maggiore Generale, comandante di tutte le forzr armate italiane nel 1944

Gen. Paolo Berardi, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel luglio 1944

Gen. Umberto Utili, Comandante del Corpo Italiano di Liberazione del luglio 1944

Col. Lanfranco Lombardo, Capo di SM del Corpo Italiano di Liberazione

Gen. Ettore Fucci, vice comandante del Corpo Italiano di Liberazione

I Comandanti sono a livello di Comandante di Corpo. Ovviamente non è nel progetto, per ragioni di opportunità, indicare i Comandanti di Brigata, come il gen. Moriggi, l’artefice di Filottrano, di reggimento, Ten.Col. Briatorre, artecice della liberazione di Jesi, , Col Valfè di Bonzo, Col. Leandro Giaccone ecc. o equivalenti che sono oltre una decina e men che meno i comandanti di battaglione che sono tre volte tanto.

Nelle pubblicazioni indicate in nota[4] saranno compilate le biografie dei Comandanti citati, ed anche quelli di livello ordinativo inferiore non citati, che potrebbero essere di utilità nel corpo del progetto.[5] Anche attraverso le colonne della “La Meridiana”, oltre che sul blog “marche1944.blogspot.com,  aggiorneremo chi è interessato a questa iniziativa degli sviluppi futuri.

 

 



[1] Chi volesse ulteriori dettagli Info: federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org

[2] Vds Dizionario minimo della Guerra di Liberazione, Roma-Viterbo, Edizioni ArcheAres, Collana I Libri del Nastro Azzurro, 2018-2022, 8 Volumi.

[3] Una dettaglia ricostruzione di quanto detto sta in Coltrinari M., Il Corpo Italiano di Liberazione e Ancona. Il passaggio del fronte: giugno-luglio 1944. Il tempo delle oche versi e del laro rosso, Roma, Università la Sapienza. Ed Nuova Cultura, 2014, La ricostruzione è correlata dalle Note di Diario ( Giugno - Luglio 1944) dell’osimana Francesco Bonci che riporta come ha vissuto Lei e la sua famiglia in Osimo quei giorni di paura e di tragedia

[4] Via via che si completano saranno pubblicate su “www.coltrinarimarche1944.blogspot.com”

[5] Le foto sono tratte da Giuseppe Campana (a cura di) La Battaglia di Ancona del 17-19 luglio 1944 ed il Corpo d’Armata Polacco, Ancona, Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche. Il progetto vuole anche rendere omaggio a Giuseppe Campana che si impegnò con estremo successo  a ricostruire  questi avvenimenti  ed a mettere a disposizione di tutti materiale di archivio di estremo interesse. Un doveroso omaggio allo studioso ed all’amico difficilmente dimenticabile.

domenica 1 agosto 2021

INFOCESVAM, Anno VIII, 8, N. (, 1 Agosto 2021

 


INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO VIII, 8, N. 8, 1 Agosto 2021

VIII/8/376 - La decodificazione di questi numeri è la seguente VIII anno di edizione, 8 il numero progressivo di Infocesvam, 376 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’Ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

VIII/8/377 Rivista QUADERNI. Si ribadisce, ANCORA UNA VOLTA, che non verranno presi in considerazione i contributi già pubblicati su altre riviste o edizioni, né parti di opere già pubblicate e soggette a Diritti di autore pertinenti ad altri soggetti

VIII/8/378 Con il 1 agosto 2021 inizia l’anno accademico 2021-2022. Per il Master in Storia Militare Contemporanea è la IV edizione, per il Master in Politica Militare Comparata è la III Edizione.

VIII/8/379 A seguito della approvazione del Relativo progetto da parte del Ministero della Difesa, relativo al Centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto si è deciso di produrre un numero speciale della Rivista QUADERNI,  in edizione a colori di 1000 copie da distribuire alle Scuole di ogni ordine e grado.

VIII/8/380 Nella sessione estiva del Master di Terrorismo ed Antiterrorismo tenutasi il 5 luglio 2021 si sono laureati i Frequentatori Livio T., Domenico V, Vincenzo C., Parnanzone C.,

VIII/8/381 E’ stato predisposto il manoscritto n. 2 del Volume I “Vicende dei Militari Italiani in Russia, nell’ambito del Progetto 2020 dedicato alla Campagna di Russia

VIII/8/382 Nella sessione estiva del Master di Storia Militare Contemporanea dal 1795 al 1960  il 20 luglio 2021 tutti i Frequentatori si sono laureati

VIII/8/383 Save the Date. Il 16 ottobre 2021 si terrà un Convegno a Roma, modalità e programmi su www.cesvam.org, organizzato dal CESVAM, dedicato alla al centenario del Milite Ignoto

VIII/8/384 Nell’ambito del progetto dedicato al Milite Ignoto, una iniziativa, nell’offerta didattica del Master di Storia Militare Contemporanea, prevede di dedicare tesi alla tematica del Milite Ignoto.

VIII/8/385 Al Ministero della Difesa, dietro richiesta, sono stati presentati i progetti per l’anno 2022 con lettera ufficiale. Tra gli altri quello relativo al Centenario dell’Istituto, alla Missione in Libano, al potenziamento del Museo dell’Istituto e agli ordinamenti della Costituzione 1945-1949.

VIII/8/386 Con il nuovo anno accademico L’Istituto del Nastro Azzurro/Cesvam ha attivato un terzo Master, riedizione di un precedente master, dal Tema “Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale”. L’Edizione di questo anno sarà la VII

VIII/8/387 Nell’ambito del Convegno che si terrà a Roma il 16 ottobre 2021, saranno presentate ed illustrare le tesi di frequentatori dei Master in Storia Militare e Politica Contemporanea sotto forma di comunicazione

VIII/8/388 Contrariamente a quanto annunciato nel Bollettino precedente nel quale si notificava che Il Cesvam, seguendo il calendario accademico avrebbe sospeso le attività per la pausa estiva per i mesi di luglio ed agosto.  Per la realizzazione del progetto del Milite Ignoto, dati i tempi tecnici, rimane aperto e prosegue le attività normalmente.

VIII/8/389 Nell’ambito del progetto dedicato al Milite Ignoto, una iniziativa, nell’offerta didattica del CESVAM è stato approntato l’edizione 2021/Milite Ignoto del progetto Storia in Laboratorio. Elementi di informazione su www.storiainlaboratorio.blogspot.com mesi di agosto/settembre 2021

VIII/8/390 Progetto Prigionia 2017/2.  Il volume I della serie dedicato alla prigionia è in stampa. Sarà pronto entro la prima decade di Agosto

VIII/8/391 VIII/7/368 La sessione estiva di laurea che si è tenuta il 2 luglio 2021 del Corso di Aggiornamento e Perfezionamento in Terrorismo ed Anti terrorismo ha visto brillantemente laurearsi la Dott.ssa Annalisa C.

VIII/8/392 Medaglie coniate in occasione della Grande Guerra. A tutte le scuole che parteciperanno al Progetto Storia in Laboratorio ed ai Frequentatori del Master che sceglieranno una tesi sul Milite Ignoto sarà offerta a ricordo le suddette medaglie, a significare la tradizione medaglistica dell’Istituto.

VIII/8/393 VIII/8/382 Nella sessione estiva del Master di Politica Militare Comparata: Piani, Mezzi, Obiettivi  il 20 luglio 2021 tutti i Frequentatori si sono laureati

VIII/8/394 Il Blog www.valoremilitare,blogspot.com per il mese di luglio 2021 ha avuto un numero di accessi mensile oltre i 2020,  mantenendosi nei livelli dei mesi precedenti

VIII/8/395 La Campagna di divulgazione ed informazione, che doveva iniziare il I settembre 2021 inizierà il 1 agosto 2021 in relazione al progetto del Milite Ignoto e alla organizzazione del Congresso Nazionale che si terrà il 22 ottobre ad Arezzo

VIII/8/396 Con il nuovo anno accademico L’Istituto del Nastro Azzurro/Cesvam ha attivato, per laureati, riedizione di un precedente master, Corso di aggiornamento e perfezionamento dal Tema “Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale. L’Edizione di questo anno sarà la VII

VIII/8/397 Sono stati pubblicati sul Sito del Nastro Azzurro/CESVAM e sulla Piattaforma www.cesvam gli Indici del mese di luglio della Rivista QUADERNI ON LINE

VIII/8/398 Progetto Prigionia 2017/2.  Il volume II della serie dedicato alla prigionia è in stampa. Sarà pronto entro la seconda decade di Agosto

VIII/8/399. Si ribadisce che Il Progetto Capire la Grande Guerra si articola in tre volumi. Il Volume III dedicato ai Generali della Grande Guerra è stato pubblicato. I Volumi I  ,Né Alleati né Amici, ed il Volume II, “Una Vittoria sul Campo” sono nella fase di editing. Si ritiene utile aspettare anzichè andare in una terza Casa Editrice per ragioni di omogeneità

VIII/8/400 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 settembre 2021. I precedenti numero di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblica su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM

 

martedì 20 luglio 2021

Il Passaggio del fronte nella provincia di Ancona Luglio 1944

 

Osimo celebra il 77° Anniversario della Liberazione

Nota a margine

Di Massimo Coltrinari

 

Presente la figlia del Generale Anders, con l’intervento del noto giornalista Paolo Mieli Osimo ha celebrato il 77mo anniversario della Liberazione avvenuta il 18 luglio 1944. La lodevole iniziativa ancora una volta ha sottolineato il dato che questi avvenimenti sono poco conosciuti, almeno a livello locale. Su più ampio prospetto sembra che la seconda guerra mondiale sia stata acquisita solo per didascalia. Sottolineato come dato di novità il fatto che i polacchi erano anticomunisti e molto distanti da tutto il movimento comunista. Una delle caratteristiche della seconda guerra mondiale, come tutte le guerre, è proprio quello che sono inutili e che non risolvono i problemi. Il principio che la guerra è la continuazione della politica, acquista su una mala interpretazione del “Della Guerra” del generale von Clausewitz, è completamente fuorviante. Con la politica, intesa come arte di uomini onesti che cercano di risolvere e conciliare opposti interessi per raggiugere e trovare senza violenza successivi equilibri di convivenza a tutti i livelli fra uomini e collettività, si risolvono le controversie e si evitano i conflitti. Nel 1939, ed è stato detto e si spera che solo pochi nell’uditorio siano stati sorpresi da questa asserzione, Stalin, e quindi la URSS comunista, firmò il patto di non aggressione tramite i loro ministri degli esteri. La speranza del dittatore comunista era quella di evitare la guerra con la Germania e quindi sperare che tutta la potenza tedesca si riversasse sulle odiate democrazie occidentali, distruggerle e quindi eliminare l’espressione politica del capitalismo. A sostegno di tutto ciò fornì fino all’ultimo minuto enormi quantità di materie prime strategiche con cui la Germania condusse a suo agio i primi, due anni di guerra, compreso l’attacco alla Francia che fu debellata in quattro settimane nel maggio 1940. Questo patto scatenò la seconda guerra mondiale e la URSS, se si è onesti, deve essere considerata una delle potenze che, per puro suo egoismo, fu responsabile della seconda guerra mondiale. Senza l’alleanza del 1939 con al URSS, la Germania mai sarebbe stata in grado di entrare in guerra. Come se tutto questo non bastasse, al momento della invasione della Polonia il 1 settembre, la URSS applicò alla lettera una delle clausole segrete del Patto del 23 agosto 1939: invase anch’essa la Polonia e si annesse con metodi autoritari tutta la parte Orientale della Polonia. Una politica così miope e cosi opportunistica di basso profilo che trova nella valutazione dello Stato Maggiore tedesco la sua conferma: ci sono altri 200 km in più da conquistare prima di arrivare a Mosca, tanto erano avanti i piani tedeschi per la già decisa invasione della URSS, che risalgono addirittura al Main Kampf del 1923 con la teorizzazione della conquista dello spazio vitale.

La Polonia fu divisa fra nazisti e comunisti e cancellata dalla carta geografica. Come se tutto questo non bastasse, ed è stato detto ieri, la URSS tramite la sua polizia politica, la tristemente nota NKVD, eliminò fisicamente a Katiyn 11.000 Ufficiali polacchi, da s. ten. a generale suoi prigionieri, in pratica tutta la classe dirigente polacca caduta nelle sue mani. Una frattura tale che impedì qualsiasi riconciliazione dal 1941 in poi quando la URSS, attaccata, entrò per forza nella coalizione antihitleriana. Quando Varsavia insorse, nel 1944, con l’Armata Rossa a pochi chilometri, La URSS non mosse un dito lasciando i tedeschi liberi di annientare gli insorti polacchi. Nel 1945 la URSS era di nuovo padrona questa volta di tutta la Polonia e la NKVD entrò di nuovo in azione con i rastrellamenti e le deportazioni di polacchi. Varsavia ricorda questi tristi giorni con un monumento rappresentato da un carro merci su un binario in partenza. VI è sufficiente materia per comprendere come i Polacchi, quelli sopravvissuti a queste politiche, tritati tra nazisti e comunisti, riuniti in un Corpo Militare, nel momento che combattevano i tedeschi in Italia, diciamolo con un eufemismo non vedevano di “di buon occhio” tutto quello che lontanamente assomigliasse al comunismo. Erano circa 43.000, fra uomini e donne, i Polacchi del II Corpo d’Armata.  Pochi, in relazione a quello che era l’Esercito Polacco del 1940. Infatti, questi sopravvissuti, non erano né teneri né permissivi nei confronti delle formazioni partigiane comuniste italiane (vds., varie testimonianze tra cui quelle di Paolino Orlandini, recentemente scomparso) e l’unica formazione partigiana che accettarono nelle loro fila era la Brigata Maiella, al comando di Ettore Troilo formatasi in Abruzzo e dichiaratamente anticomunista.

Chi impersonificò tutto questo è il generale Anders, comandante del II Corpo Polacco che liberò Ancona, ma anche Imola e Bologna.

Il Sindaco Pugnaloni ha esordito al Chiostro intervistando Paolo Mieli con una domanda pertinente. Che cosa si deve intendere per Regime, Resistenza, Liberazione. Paolo Mieli ha dato una risposta ancora più pertinente. Occorre essere prudenti nell’usare queste parole, che devono essere considerate quasi sacre. Regime, Resistenza e Liberazione, per noi sono un tutto uno, quasi consequenziale. Per i Polacchi Regime significò occupazione ferrea di nazisti e comunisti, Resistenza significò lotta disperata contro nazisti e contro comunisti sia durante la guerra che dopo, Liberazione, giunta solo nel 1989 con il crollo della URSS. In mezzo un gruppo di loro che combattè nelle fila alleate, che conquistarono Monte Cassino, liberarono le nostre città e il nostro territorio, e come compenso ebbero l’ostracismo dalla Polonia dominata dai comunisti e quasi tutti morirono in esilio sognando la loro Polonia. Osimo come Ancona, dati militari alla mano non fu liberata dai partigiani (come è evidente da un anche superficiale studio delle operazioni del 17-20 luglio 1944 e dalle relazioni del Ten. Col. Corradi responsabile militare delle formazioni partigiani ad Osimo e dai diari e testimonianze di chi ha vissuto quei momenti) ma per manovra dai Polacchi. A cui va un altro grande ringraziamento. L’esito infelice della Prima Battaglia per Ancona (ieri si è molto equivocato su questo concetto: non vi è una Battaglia di Ancona come non vi può essere una Battaglia di Osimo, o del Monte della Crescia che è stato ieri suggerito in modo improprio, ma una battaglia per il Porto di Ancona, ovvero le operazioni finali dell’avanzata dal Potenza verso Nord del II Corpo Polacco iniziate il 30 giugno 1944) fece prendere in considerazione al Comando Polacco l’ipotesi di un bombardamento da parte della aviazione tattica di Osimo, che sarebbe stata rasa al suolo. L’intervento del gen. Utili, Comandante del CIL e fresco vincitore a Filottrano, e del suo Capo di Stato Maggiore (Col. Lombardi) convinse Anders della inutilità di questa azione; più redditizia sarebbe stata una manovra classica di Corpo d’Armata (fissaggio a sinistra (polacchi), progressione e rottura al centro (forze corazzate polacche), sicurezza a destra (Italiani del CIL). Anders ed i suoi accettarono il consiglio ed il piano suggerito da Utili portò alla conquista del porto di Ancona in sole 24 ore (18 luglio). Osimo, attuata questa manovra fu occupata così come Ancona fu occupata, in quando i tedeschi, per non cadere in trappola ed essere annientati, le abbandonarono in tutta fretta.

Mieli ha ragione che sta iniziando una nuova stagione culturale per l’Italia. Ben detto. Ma nel respingere chi ha generato la dittatura e la guerra, non accettando ogni tentativo di riabilitazione di nazisti e fascisti (Auschwitz  e quello che significa, ricordarlo per non riviverlo), cominciamo a conoscere a fondo persone come Anders e fatti come quelli riferiti al II Corpo Polacco. Un minimo di gratitudine e riconoscenza a chi ci diede tantissimo, a cui noi abbiamo contraccambiato con la manipolazione e, peggio ancora, con la scarsa conoscenza delle loro gesta con l’aggiunta di indifferenza e oblio.

 

mercoledì 30 giugno 2021

Documenti - Disposizioni per il CIL: - Ufficio Operazioni Comando del II Corpo POlacco

 

Comando del II Corpo Polacco

Ufficio Operazioni

22 luglio 1944, ore 13,15

 

Ordine particolare per il Comandante del Corpo Italiano di Liberazione

 

Reparti distaccati del Corpo Polacco stanno combattendo per la conquista del crinale Ostra (334475) – Madriola (375565)

Dopo aver raggiunto il fiume Misa ambedue i reparti  distaccati, nel caso il nemico intenda fare resistenza, si sistemeranno a difesa assicurando il possesso dei propri punti di osservazione chiudendo le direzioni principali nonchè mantenendo il contatto col nemico ed eseguendo ricognizioni a mezzo pattuglie. Il movimento continua nel caso il nemico si allontani

 

Compito del Corpo Italiano di Liberazione

Raggiungere il fiume Misa nel tratto di competenza tra il limite con il Corpo Polacco e C. Monteforte (235420) dove, in caso si debba riscontrare resistenza da parte del nemico, occorre organizzarsi in difensiva assicurando il possesso dei punti di osservazione e chiudendo le direzioni principali. Con pattuglie eseguire ricognizioni e mantenere il contatto con il nemico. Il movimento continua nel caso il nemico si debba allontanare

 

Il Comandante il II Corpo Polacco

Gen. Di Div. Anders

 

domenica 20 giugno 2021

Dispositivo del Copro Italiano di Liberazione sulle posizioni raggiunte. 24 luglio 1944

 

Corpo Italiano di Liberazione

Stato Maggiore Ufficio Operazioni

N. 1905 di prot. Op.  24 luglio 1944 ore 17.00

 

Oggetto: Dispositivo del Corpo Italiano di Liberazione sulle posizioni raggiunte

 

Al Comando Divisone Nembo ( a mezzo moto)

Al Comando I Brigata ( a mezzo moto)

Al Comando II Brigata (a mezzo moto)

Al Comando Artiglieria del C:I:L: ( a mano)

Al Comando genio C.I.L: ( a mano)

Al Comando IX reparto d’assalto ( a mezzo moto)

 

A seguito completamento disposizioni verbali del giorni 23. In attesa dello sviluppo delle operazioni  nel settore delle truppe polacche intendo adottare per le truppe dipendenti un dispositivo idoneo al contempo:

-        Al saldo possesso della importante posizione di ove per ciò  si Belvedere Ostrense ;

-        Alla rapida ripresa del movimento  ove per ciò si producessero condizioni favorevoli:

Dispongo:

  - 2a Brigata

-        Organizzi e sistemi a difesa l’abitato di Belvedere Ostiense lungo il suo perimetro. Forze da destinare: un battaglione rinforzato da adeguati mezzi di fuoco controcarro e di accompagnamento:

-        Dislochi sul costone di Madonna del Sole (3444) un battaglione ad immediato sostegno del primo.

  - 1° Brigata:

-        Sostituisca nella notte sul 25 il IX reparto d’assalto nelle posizioni di q.245 (3139) di casa Collina (3240) e di l’Aquasanta (3339);

-        Assicuri con la dislocazione così completata delle proprie unità il fianco sinistro del Corpo Italiano di Liberazione dalle predette posizioni fino a Tabano (incluso)

-        Si orienti a muovere lungo la direzione di Casa Collina – Vasa Girolomini (300401) Casa Ercolani (268423 Barbara (2144) Castelleone di Suasa (173470)

3° Divisone “Nembo”

-        Dislochi a nord di F. Esino un reggimento (183°) provvedendo con uno dei suoi battaglioni a prolungare il dispositivo di protezione del fianco sinistro del Corpo Italiano di Liberazione da Tabano (escluso) alla riva sinistra del fiume stesso

-        Orienti il 184° reggimento ad agire lungo la direzione di Jesi- San Marcello- Belvedere Ostiense- Ostra Vetere, a sostegno della 2° Brigata

4° Limiti di settore:

-        Tra truppe polacche e 2a Brigata: da definire;

-        Tra 2a Brigata e 1a Brigata: la valle del torrente Granita –C Pasqualini (3341) alla 2a Brigata; C. leopardi (3141) alla 2a Brigata; Fosso del  Vaccarile- Case Padovano (2643) alla 2a Brigata; Fosso della Rota

5° Collegamento tra 1a e 2a Brigata: nell’attuale situazione a mezzo pattuglie di entrambe le brigate

            lungo la rotabile L’Aquasanta. C. Pasquinelli, q.203(3343) Belvedere.

6° Riserva del Corpo Italiano di Liberazione: IX reparto d’assalto che si dislocherà nella zona

            immediatamente a nord di Jesi

7° Artiglierie

            Lo schieramento delle artiglierie, dovendo rispondere ad esigenze generali di azione di

            fuoco in tutto il settore del Corpo Italiano di Liberazione pur assicurando le specifiche

           azioni di ogni brigata, sarà determinato e coordinato conseguentemente dal comandante

           dell’artiglieria del Corpo Italiano di Liberazione su direttive già da me impartite.

8° Genio:

a)     Lavori: 

. posa delle mine per la difesa di Belvedere Ostiense (accordi con 2a Brigata);

. sgombero mine per le rotabili interessanti le direzioni di movimento delle due brigate;

. ripristino interruzioni sulle rotabili suddett3e. Nell’attuale sosta operativa provveda al

  ripristino delle interruzioni tra l’Aquasanta e Casa Collina ( Accordi con il IX reparto

  d’assalto e 1a Brigata)

. tenere presente inotre che al Corpo Italiano di Liberazione interessa l’uso della rotabile n. 76 fra Jesi ed il mare. Ricordo perciò notizie sulla sua transitabilità e prenda accordi con genio polacco circa eventuali ripristini di interruzioni

b)     Collegamenti

. inizi asse di collegamento sulla direzione di movimento della 1a Brigata

. attui delle trasversali di collegamento tra asse 2° Brigata e asse 1° Brigata

 

Il generale comandante

Umberto Utili

  

 

-