I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli

I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli
Bivio per Casteld'Emilio, sotto Paterno: La popolazione civile, in maggioranza femminile in quanto gli uomini erano nascosti applaude al passaggio dei carri polacchi

martedì 31 ottobre 2023

Renzo Bislani Il passaggio del fronte Osimo Castelfidardo luglio 1944 Nota

 

Il comandante della divisione polacca dei Karpazi il generale Duch si è istallato in Osimo con il suo stato maggiore nel vecchio palazzo vescovile, di fianco al Duomo

LA SECONDA FASE DELL'AVANZATA POLACCA PER LA CONQUISTA DI ANCONA INCOMINCIA ALL'ALBA. "Decisi di adottare questo piano per la battaglia di Ancona: l'ala destra fronteggiante Ancona, doveva restare passiva, simulando soltanto l'attacco, ed alla sinistra, il gruppo d'assalto avrebbe sfondato le difese nemiche e si sarebbe spinto innanzi verso il mare, ad occidente di Ancona, minacciando cioè di isolare il nemico nella zona. Al fine di attuare l'ordine con successo doveva essere presa la catena Monte della Crescia-Offagna, dominante la strada del gruppo d'assalto. Ordinai questo raggruppamento delle nostre forze per l'attacco: L'attacco a Monte della Crescia doveva essere effettuato dalla 5 Brigata di fanteria Vilno, rinforzata dal 3 battaglione fucilieri di Karpazia, dal 4 reggimento corazzato e potentemente sostenuta dall'artiglieria. L'operazione delle forze corazzate doveva essere effettuata dalla 2 brigata corazzata, costituita dal 15 lancieri e dal 7 ussari britannico, dalla 6 brigata fucilieri di Leopoli e dal reparto Commandos. Le forze nemiche sull'ala destra dovevano essere impegnate ed immobilizzate da una brigata della 3 divisione. L'ala sinistra doveva essere protetta dal corpo italiano che avrebbe effettuato alcuni modesti attacchi sul fianco del gruppo operativo. Riserva: una brigata della 3.a divisione dislocata dapprima sull'ala destra, avrebbe sostenuto il gruppo attaccante se fosse stato necessario. Il riordinamento delle forze fu effettuato in gran segretezza, affinché il nemico non potesse scorgere i movimenti dei reparti corazzati dal settore sul mare all'ala sinistra, compito molto importante ed altrettanto difficile" . (Anders pp.240-241).

 

 

"Già alle ore 6,20 del mattino aveva inizio la battaglia. Fuoco tambureggiante e bombardamento a tappeto avevano sconvolto le posizioni di resistenza tra Casenuove, Polverigi e S.Stefano. Già prima dell'inizio dell'attacco la prima ondata di carri armati aveva totalmente sconvolto le postazioni difensive avanzate, provocando l'intervento della nostra artiglieria. Alle ore 8 I polacchi passavano all'attacco concentrando intensamente le loro forze su un fronte di soli otto chilometri di ampiezza ed effettuando tre ondate con 120 carri armati, seguiti da fanterie montate su mezzi corazzati. I fucilieri a Casenuove e successivamente il 2 battaglione del 992 soccombevano molto presto di fronte alla violenza di questo attacco e cadeva anche il comandante della quinta compagnia del 992, tenente Siebert. Venivano incendiati cinque carri armati ma la superiorità dei mezzi era troppo grande. Del 2 battaglione del 992 granatieri è potuto rientrare nelle retrovie soltanto un superstite, il caporale Ulber, per comunicare la fine del valoroso battaglione il cui comandante,maggiore Albert Mayer, ed il suo aiutante, sotto tenente Gmelin, erano rimasti gravemente feriti. Ora i carri armati, coperti dal fuoco di sbarramento delle artiglierie, travolgendo la prima e la seconda linea difensiva penetravano nella gola che da occidente porta alla quota 360. Mediante l'impiego del 1 battaglione del 992, reso disponibile dal comando della divisione, il 992 granatieri riusciva a bloccare l'attacco a due chilometri a sud di Polverigi, ma verso mezzogiorno il 1 battaglione del 994 granatieri non riusciva più a mantenere il possesso della quota 360. Il capitano Koetke ed il suo aiutante, sottotenente Raue, cadevano eroicamente. Con la perdita della quota dominante, per I polacchi si era venuta ad aprire la strada verso il nord, ma essi non hanno sfruttato il momento favorevole. Infatti essi avanzavano soltanto con una certa cautela, impressionati dalla tenace opposizione di alcuni nidi di resistenza e dal fuoco di infilata proveniente da postazioni di armi  controcarro e da batterie di artiglieria. Alle ore 17 I polacchi occupavano Polverigi ed Offagna e poi si fermavano davanti alla linea Hildegard. Quando, nel pomeriggio, il comando della divisione comunicava al 51 Corpo d'Armata Alpino che le riserve erano del tutto esaurite e che si profilava il pericolo di uno sfondamento del fronte, il capo di Stato Maggiore, colonnello Conte Klinkowstroem, informava che I rinforzi potevano venire avviati al fronte non prima del 18 luglio. Compito primario restava il mantenimento della coesione dei reparti. Pertanto, alla sera, il comando della divisione decideva di ritirare entro la linea Hildegard anche l'ala sinistra dello schieramento difensivo al fine di evitare che venissero tagliati fuori il 993 granatieri ed il "Gruppo Peter".

 

La notte fra il 17 e il 18 luglio è stata una delle più dure nel destino della divisione. Il comandante della unità, a casa Maggio, posto di comando tattico del 992 granatieri, si rendeva conto della situazione in tutta la sua gravità: il 992 Granatieri ed il 1 battaglione del 994 erano stati distrutti, una batteria e mezzo del primo gruppo del 278 artiglieria erano andate perdute nei combattimenti ravvicinati; Il nemico attraverso Agugliano, già durante la notte, si spingeva in avanti con brevi puntate dei suoi carri armati in direzione di Gallignano. Le deboli posizioni difensive venivano provvisoriamente rinforzate con squadre di genieri e di ciclisti. Nel corso di queste operazioni il maggiore Werner Krueger, che aveva nuovamente assunto il comando del suo primo battaglione del 993 granatieri, cadeva prigioniero del nemico a Gallignano. Sulla via del ritorno al comando della divisione, il generale Hoppe ordinava all'aiutante del battaglione genieri, sottotenente Wilhelm Droescher, di mettersi subito in marcia con 85 genieri disponibili in direzione delle località dove era dislocato il 992 granatieri;  rientrato al comando della divisione, l'aiutante, maggiore Hanns-Hermann Adam, alle ore 6 del mattino riceveva l'ordine di attraversare l'Esino con le prime due compagnie del battaglione "Wildflecken", che era in marcia verso il fronte, e di formare una linea di intercettazione e di contenimento sulla direttrice Camerata-Cassero. Questo provvedimento doveva risultare decisivo per l'esito della battaglia. Il maggiore Adam giungeva proprio appena in tempo per impedire lo sfondamento in direzione di Castelferretti. Così il colonnello Paul Broecker, che aveva costituito una linea difensiva sulle alture a nord di Gallignano impiegando i soldati che ancora rimanevano dal 1 battaglione del 993 granatieri, gli sbandati e gli elementi del terzo gruppo del 278 artiglieria, aveva un collegamento sulla sua destra ed in tal modo l'attacco nemico veniva fermato da questa nuova linea difensiva e dal fuoco d'infilata di una batteria del 242 brigata cannoni d'assalto e di alcuni pezzi del terzo gruppo del 278 artiglieria" . (Hoppe pp.31-32)

 

Questa invece è la relazione di parte polacca: "Dopo I necessari spostamenti e dopo un breve riposo l'attacco polacco mosse il 17 luglio. La data venne concordata con le date del via dei due rimanente corpo dell'8.a armata, il 10 ed il 13 impegnati nell'interno della penisola. Diritto su Ancona, lungo la strada 16 fingevano l'attacco soltanto limitate forze. I tedeschi ingannati in questo modo indirizzarono quasi l'intero fuoco di sbarramento in tale direzione. Intanto le principali forze all'attacco compivano una manovra di accerchiamento nei lontani avancampi della città. I pesanti Sherman della 2 brigata di carri armati si misero in agguato tra il granoturco sulla sponda del fiume. Per tagliare la ritirata dei tedeschi dalla città, i carri assieme ai battaglioni della 6 brigata dei fucilieri Lwow si diressero, attraversando il Musone, verso la riva del mare ormai oltre Ancona. Allo stesso tempo la 5 brigata di fanteria Wilno, sostenuta dal 3 battaglione fucilieri Karpaty ed al 4 reggimento corazzato, i cui soldati non senza una ragione portavano sui berretti il segno dello scorpione, attaccò i colli del Monte della Crescia-Offagna, il più importante punto della difesa della città. Dopo duri combattimenti durati tutta la giornata, I tedeschi fuggirono da quel punto di resistenza; nello stesso momento I carri del 6 reggimento s'arrampicarono sul monte Torto. Così fu ingrandita la breccia. Operavano qui il 15 reggimento di Ulani Poznan ed il 7 reggimento di Ussari. Ad Ancona cominciò il panico, il comando tedesco decise una febbrile ritirata per la strada statale 16 verso Falconara e Senigallia. Fuggivano gruppetti di soldati, carri di trasporto, poi reparti sempre più numerosi, l'artiglieria trainata da buoi. I soldati tedeschi se solo riuscivano si travestivano in borghese. Più di 300 tedeschi così travestiti furono presi dopo la battaglia. Non sarebbe stato per loro più semplice arrendersi? In ogni altro caso si. Però la notte appunto scesa e che fermò I carri armati in attacco in un punto della strada verso il mare, per I tedeschi in Ancona e per I fuggiaschi dal Monte della Crescia fu la notte della grande paura. Non si trattava più di vincere o restare vinti, ma del fatto che le truppe in arrivo erano polacche" . (Anders pp.100-101).

 

Alle 6,20 del mattino le truppe polacche passano all'attacco decisivo per la presa di Ancona. I bombardamenti a tappeto dell'artiglieria e dell'aviazione si concentrano su Casenuove, Polverigi e S.Stefano. La prima ondata di carri armati sfonda la linea di difesa Albert II.  Reparti del 68 reggimento fanteria Legnano, dopo aver scavalcato quelli della Nembo, iniziano alle ore 7,10 l'attacco per il superamento del fiume Musone. Dietro di loro si muovono gli uomini del 9 reparto d'assalto a far da scudo per proteggere reparti polacchi.  Alle 8  i polacchi concentrano le loro forze su una larghezza di 8 chilometri e procedono a tre ondate di attacchi con 120 carri armati seguiti dalla fanteria e da altri mezzi pesanti.  Il battaglione fucilieri tedesco a Casenuove e in coda il secondo battaglione/ 992 subiscono  la durezza del combattimento. Del secondo battaglione/992 solo un caporale è tra gli scampati.  I carri armati si muovono sotto la copertura dell'artiglieria. Il 992 va al contrattacco a due chilometri da Polverigi. A mezzogiorno il primo battaglione /994 situato a quota 360 ,Monte della crescia, viene distrutto. Dopo un'intera giornata di strenua lotta, la 5 brigata di fanteria Wilno sostenuta dal 3 battaglione fucilieri di Karpazia e dal 4 reggimento corazzato conquista Monte della Crescia e allarga il successo impadronendosi alle 17 di Offagna. La 2 brigata corazzata con violenti scontri prende Montetorto e finalmente alle ore 20 Polverigi. Anche Agugliano è liberata.  Con la perdita dell'altura dominante i polacchi si aprono il varco verso nord e proseguono avanti lentamente per fermarsi prima della linea Hildegard tra Agugliano, Galignano e Candia.

 

In Osimo sotto un bel sole, dopo una breve pioggia nelle prime ore la gente incomincia a circolare  vedendo i polacchi raccogliere i fili telefonici e andarsene sui propri carri. Ad una certa ora parte anche il comando inglese. Alle 10,30 passa il Gen.Anders comandante il capo polacco con il suo stato maggiore su cinque macchine. In Osimo torna la quiete e la popolazione dopo 16 giorni di segregazione abbandona i rifugi.  Alla finestra centrale del palazzo comunale sventolano le bandiere Americana, Inglese e Francese, manca quella Italiana. Al pianterreno di palazzo Gallo si installa in seduta permanente il comitato di liberazione nazionale. (Grillantini p. )

 

La notte tra il 17 e il 18 è fatale per la 278 divisione tedesca. Il 992 e il 993 reggimento sconfitti , il 278 artiglieria distrutto.he dall'Austria o dalla Russia (mi ricordo che lei mi aveva accennato di un tema storico che Le interessava..)

18 LUGLIO 1944. MARTEDÌ.    "Alle ore 11 il comandante della divisione prendeva la decisione di sgomberare la città di Ancona. Difesi dalla linea di sbarramento Adam-Broecker, il 993 granatieri, I due battaglioni di sicurezza del "Gruppo Peter" e lo scaglione di marina di stanza in Ancona defluivano sulla via Adriatica in direzione est e venivano ad integrarsi al 278. battaglione complementi che era impegnato sul fiume Esino fra Chiaravalle e la costa. Alle due estremità di Chiaravalle venivano impiegate alcune squadre del battaglione Wildflecken e quando a mezzogiorno al tenente Boehme della seconda compagnia del 278 gruppo genieri riusciva a far saltare in aria il grosso ponte di Chiaravalle la gravissima crisi era superata. Sull'ala destra dello schieramento il 994 granatieri manteneva ancora le sue posizioni a sud dell'Esino sulla linea Hildegard e sulle alture di Santa Maria Nuova respingeva con facilità l'attacco di battaglioni italiani.

 

Alla sera del 18 luglio I reggimenti nella loro consueta disposizione - sull'ala destra il 994, al centro il 992 ed all'ala sinistra il 993 granatieri - e la guarnigione di Ancona si trovavano schierati sulla linea Ingeborg che correva lungo la riva occidentale dell'Esino. Anche il Comando della divisione, che si era venuto a trovare sottoposto ad un pesante fuoco d'artiglieria, veniva trasferito più indietro in località Santa Lucia" . (Hoppe p.32)

 

"Il passaggio del Musone e le difficoltà del terreno al nord di esso, impediscono alla 6 Brigata di fanteria Leopoli di raggiungere la costa prima di mezzogiorno ciò che permette al nemico di ritirare parte delle sue forze dalla zona di Ancona.  Alle quattordici i Lancieri di Carpazia entrano in Ancona. " (Anders). Sulla zona di operazione tedesca arriva il capo dello stato maggiore colonnello Klincowstrom.I tedeschi prendono la decisione di ripiegare sul lato sinistro della linea Hildegard in modo da evitare l'accerchiamento al 993 del gruppo Petter.

I polacchi della 5 divisione spingono i loro carri armati sopra Agugliano sino a Galignano. Alle 6 del mattino l'aiutante di divisione maggiore Adam riceve l'ordine di attraversare l'Esino con due compagnie e di costruire una difesa in linea da Camerata e Cassero sbarrando la strada per Castelferretti. Il colonnello Brocher che si trova a nord di Gallignano costruisce un fronte di ritirata con il resto del 1/993 e del 3/278 artiglieria.  Alle 11 il quartier generale della divisione tedesca dà l'ordine di lasciare Ancona e di attestarsi in serata sulla linea Jngeborg sul fiume Esino.

Nelle prime ore del mattino del 18 luglio 1944 giunsero al fronte, venendo subito avviate in prima linea, due compagnie raggruppate nel cosiddetto Battaglione Wildflecken, dal nome della località dove era dislocato il campo permanente di istruzione. Secondo il tenente viennese Alfred Peichel, che allora comandava uno dei due reparti, e come confermato dal tenente Ludwig Heymann, a quel tempo Aiutante presso il I Battaglione del 992 Granatieri, la gran massa dei componenti di tale reparto era costituita da provati reduci del fronte russo che erano originari della Germania meridionale e dell'Austria. Ma non dovrebbero essere mancate anche reclute della classe 1926, come attestato da una fotografia in cui appaiono quattro giovanissimi soldati.

Di primo mattino le avanguardie alleate autotrasportate procedono lungo la strada che da Osimo porta al crocicchio dell'Aspio. Da qui dopo aver percorso la strada statale sino all'altezza di Candia si inoltrano sulla strada laterale prendendo la provinciale per passo Varano. Poi attraverso le Tavernelle, Le Grazie, Vallemiano, scendono da S.Stefano in via Montebello e quindi a Piazza Cavour dove sono ad attendere i liberatori i componenti del comitato comunale di liberazione, il comando GAP dell'ospedale civile ed i gappisti che erano già entrati in città.

 

Alle 14,30, per la strada s20 LUGLIO 1944. GIOVEDÌ. "In tenaci combattimenti venivano ancora saldamente mantenute le alture di Borghetto e Montemarciano ma nella notte sul 20 luglio, con l'approvazione del Comando di Corpo d'Armata, I reggimenti venivano fatti arretrare sulla linea Ostra-Filetto, posta in collina. Così aveva termine la seconda fase della battaglia di Ancona. Tale fase, diversamente dalla prima che era durata sette giorni ed era stata condotta su un fronte esteso, ha avuto una durata di soli tre giorni ed è stata condotta dai polacchi concentrando ingenti forze su un fronte ristretto. Al 2 Corpo polacco è mancato il conseguimento di un completo successo perché le sue fanterie non hanno saputo sfruttare il successo iniziale preparato dall'aviazione e dalle forze corazzate. Nel secondo e terzo giorno è sembrato che fosse venuto a mancare anche il collegamento tra le formazioni aeree, la brigata corazzata e le divisioni altrimenti non si potrebbe spiegare che l'ala sinistra del nostro schieramento  potesse attraversare la zona scoperta sulla via adriatica e che il ponte di Chiaravalle mai una volta sia stato preso sotto il tiro diretto. In tal modo il successo è stato dalla parte della 278 divisione. Erano stati evitati sia lo sfondamento delle linee che l'accerchiamento, Ancona era stata tenuta addirittura per più di tre settimane e tutto questo contrastando la molteplice superiorità di un Corpo d'Armata rinforzato e contro l'impiego massiccio di aerei e mezzi corazzati.Il successo è stato però ottenuto a prezzo di rilevanti perdite sia di uomini che di preziosi materiali come cannoni, pezzi controcarro e mitragliatrici. Il 992 granatieri era stato messo completamente fuori combattimento, il 993 e 994 ed il 278 artiglieria avevano subito gravi perdite: del gruppo controcarro divisionale era rimasto soltanto qualche pezzo e solo la compagnia mitragliere contraerei era ancora indenne ed utilizzabile. La battaglia di Ancona aveva ancora una volta dimostrato che un avversario, il quale attacca con carri armati e forze aeree, può venire fronteggiato soltanto con carri armati e forze aere altrimenti viene stravolto il senso dell'azione difensiva che consiste nell'infliggere all'avversario forti perdite mantenendo la propria capacità combattiva. Quando non si disponga di carri armati, di forze aeree e di artiglieria a sufficienza, prima che il nemico sferri un attacco determinante, non resta altro che portare le proprie truppe su posizioni arretrate allo scopo di evitare che vengano travolte in forma umiliante e abbattute nelle trincee. Soldati valorosi avrebbero meritato che si procurasse loro in qualche modo pari condizioni di lotta affinché il sacrificio di sangue e di vite umane continuasse ad avere un suo significato.Questo è stato il più importante insegnamento della battaglia di Ancona.Il successo era evidentemente rappresentato da quanto segue: il nemico aveva subito ancora una volta perdite sanguinose, inoltre erano stati distrutti 30 carri armati, 11 autoblindo e 15 mezzi cingolati. La terza compagnia mitragliere contraeree del 278 gruppo controcarro divisionale aveva abbattuto 5 caccia bombardieri sul campo di battaglia. Il numero di carri armati distrutti e confermati all'inizio della battaglia raggiungeva così le 79 unità. Il feldmaresciallo Kesserlring ed il generale d'armata von Vietinghoff avevano trasmesso telegrammi per congratularsi, il capitano Koetke, difensore di quota 360, per il suo impareggiabile valore veniva insignito della croce di cavaliere della croce di ferro  alla memoria. Veniva confermata l'assegnazione della croce di cavaliere al maggiore Krueger, come comandante del 992 granatieri, pur restando sospesa sino al suo rientro dalla prigionia". (Hoppe pp.32-33)

 

Di seguito invece la conclusione di parte polacca: "Per ulteriore inseguimento del nemico, il 18 e il 19 luglio I nostri reparti superarono il fiume Esino e vi stabilirono una grossa testa di ponte. Il nemico era sconfitto. Aveva sofferto perdite elevate in morti e catturammo una grande quantità di armi e materiale. I prigionieri furono 24 ufficiali e 2552 graduati e soldati di unità combattenti, ai quali debbono essere aggiunti 351 uomini, rastrellati nella zona, e in maggior parte indossanti abiti civili. Le nostre perdite furono notevoli: 150 ufficiali  e 2000 graduati e soldati, di cui 34 ufficiali e 354 graduati e soldati caduti. Il generale Leese, comandante dell'8 Armata nella sua lettera del 24 luglio 1944, inviatami ad Ancona, scrisse fra l'altro: "Ora che la prima fase delle vostre operazioni si è conclusa con tanto successo con la caduta di Ancona, desidero inviare a voi personalmente ed al Corpo Polacco i ringraziamenti e le congratulazioni dell'8 Armata per la vostra grande avanzata delle ultime settimane. In verità è impresa notevole aver avanzato per 75 miglia lunga la dura costa adriatica ed aver conquistato il prezioso porto di Ancona, contemporaneamente logorando gravemente due divisioni tedesche e prendendo più di 30.000 prigionieri. La fulminea conquista finale di Ancona è stato il risultato di una brillante operazione e, quanto a concezione di esecuzione, il vostro movimento aggirante è stato un capolavoro, ammirevolmente sostenuto dalla vigorosa pressione esercitata dai Lancieri di Karpazia sul fianco orientale, con il risultato che i Tedeschi sono stati giocati quanto alla direzione del vostro attacco principale. Ancona sarà di grande aiuto alla nostra situazione logistica e speriamo di renderla pienamente efficiente in due o tre settimane" . ( Anders )

Attentato a Hitler. Fallisce a Rastenburg in Germania il tentativo di un gruppo di cospiratori, tra i quali un gruppo di alti ufficiali,di compiere un attentato a Hitler.

Il 20 Luglio l'intero Battaglione Wildflecken andò a costituire il 2 Battaglione del 992 che era stato annientato (un solo superstite, il caporale Ulber) nei combattimenti attorno ad Osimo e Polverigi.

La mattina truppe del CIL liberano Jesi.La 3 compagnia del battaglione alpini "Piemonte", alle 6 attraversa il fiume Esino ,risale via Gallodoro, la salita di via del Molino e da via delle Orfane giunge all'arco Clementino.  Subito dopo il 4 Reggimento Bersaglieri e il Reggimento S.Marco passano il fiume ed entrano in città.  Alle 7 circa la prima bandiera tricolore sventola sulla città, issata da un bersagliere con l'aiuto del parroco sul campanile della Chiesa S.Francesco di Paola.

          

21 LUGLIO 1944. VENERDÌ. Un primo convoglio anglo americano entra nel porto di Ancona.                 

(Fajans Roman, Seguimmo la battaglia di Osimo, in Rivista di Ancona, n.2, 1964 fasc.mono.)

 

Al termine degli scontri. Perdite complessive di uomini e di mezzi:

DA PARTE POLACCA.

Battaglia di Osimo: 5 luglio. Distruzione di 49 carri armati, 5 autoblindo e molti autoveicoli corazzati ed autocarri. Molti altri mezzi corazzati sono stati colpiti ed immobilizzati o comunque danneggiati: Dei carri armati distrutti, 31 sono quelli colpiti da armi controcarro portatili ofenrohr e faustpatrone. (Hoppe)

Battaglia di Ancona. 20 luglio. Distrutti 30 carri armati, 1 autoblindo e 15 mezzi cingolati. La 3 compagnia mitragliere contraeree del 278 gruppo controcarro divisionale aveva abbattuto 5 caccia bombardieri sul campo di battaglia. Dopo la battaglia di Ancona: Perdite 150 ufficiali, 2000 graduati e soldati di cui 34 ufficiali e 354 graduati e soldati caduti. (Anders) Distrutti dai tedeschi: 30 carri armati per un totale definitivo di 79 mezzi, 11 autoblindo, 15 mezzi cingolati, e abbattuti 5 caccia bombardieri (Hoppe)

 

DA PARTE TEDESCA.

Battaglia di Loreto: 2 luglio S.Biagio di Filottrano  distrutti dai polacchi tutti i cannoni d'assalto Fiat della 2 compagnia /278 gruppo controcarro e perdite elevate del 2 batt./994 e del 1 batt./993  (Hoppe)

Battaglia di Castelfidardo: 3 luglio Crocette di Castelfidardo - la 5 compagnia 2 batt./993 annientata e ridotta a 2 squadre, la 6 compagnia perde 43 uomini e l'8° perde tutti i plotoni . (Dittman )

Battaglia di Osimo: 5 luglio, la 2 e la 3 compagnia del 992 reggimento granatieri vengono annientate e disperse. Della 3 compagnia, nel cui settore hanno attaccato dai 40 ai 50 carri armati, solo 4 soldati feriti riescono a rientrare nelle proprie linee (Heymann p.42-43)  La maggior parte della 3 Compagnia/992 veniva fatta prigioniera a pochi chilometri della città di Osimo perché i polacchi avevano trovato un facile passaggio nella nostra direzione passando attraverso un varco che si era formato fra la 2 e la 3 compagnia/992 (Jost). 8 luglio 1800 fra caduti, feriti e dispersi, più della metà erano russi e volkdeutsche (tedeschi provenienti da zone di recente annessione)  (Hoppe pp.27-28)

Battaglia di Ancona: 17 luglio. Il 992 granatieri ed il 1 batt./994 erano stati distrutti, una batteria e mezzo del 1 gruppo del 278 artiglieria erano andate perdute nei combattimenti ravvicinati. (Hoppe 31-32). 20 luglio Prigionieri degli alleati: 24 ufficiali, 2552 graduati e soldati di unità combattenti, 3541 uomini rastrellati nella zona nella maggior parte indossanti abiti civili. (Anders)

 

"Dopo Ancona la 278 combatterà ancora contro Polacchi, gli Italiani, gli Inglesi, i Gurkas e i Siks indiani, I Canadesi. Rimpolperà gli esausti reparti con uomini rastrellati nelle retrovie, dagli ospedali, dalle salmerie, dai servizi, si batterà sulla Linea Gotica finché I suoi reggimenti saranno ridotti, il 992 a 370 uomini, il 993 a 480, il 994 a 380 rispetto alla forza ordinaria di ogni reggimento di circa 2.000 uomini, terrà il settore da Auditore a Piandimeleto sulla Linea Gotica, quindi la zona di San Marino, poi Rimini fino a Forlì, la città del Duce, che difenderà per ordine diretto di Hitler con le unghie e con I denti. Si acquisterà la denominazione di "indistruttibile" e di "forte e fidata", riceverà gli elogi dei supremi comandanti tedeschi, da Kesserling a Von Vietinghoff. Quando l'offensiva alleata si arresterà nell'inverno del 1944 si troverà ridotta a combattere con il 20% dei suoi effettivi dopo essersi guadagnata 234 croci di ferro di 1 classe e 1698 di 2 classe e diverse croci di cavalieri della croce di ferro per gli atti di valore dei suoi soldati ed ufficiali.Aveva distrutto 200 mezzi corazzati nemici, abbattuto un cinquantina di aerei alleati fra caccia e bombardieri, fatto un migliaio dI prigionieri, catturato 30 autocarri, 20 mortai, 70 fucili mitragliatori e mitragliatrici, oltre 100 mitra, messo fuori combattimento oltre 10.000 uomini, costretto all'avvicendamento inglesi, indiani, italiani, canadesi i cui reparti erano finiti anche essi stremati negli scontri" (Pierpaoli pp. 181-182).

 

Di seguito vengono nominati diversi protagonisti degli avvenimenti raccontati. Purtroppo non tutti.  La nostra ricerca ha come tutte le cose i suoi limiti. Dolenti per le eventuali omissioni e inesattezze. I lettori internauti che leggeranno queste pagine possono scriverci  per osservazioni, aggiunte e precisazioni  ad integrazione del nostro lavoro.  

 

ESERCITO POLACCO. GLI ORGANICI (1-20 LUGLIO 1944)

 15 GRUPPO DI ARMATE (dall'Appennino centrale al mare). gen. Harold Alexander.

8 ARMATA INGLESE (fronte Adriatico). gen.Oliver Leese.

2 CORPO D'ARMATA POLACCO. GEN.DI DIV. WLADYSLAW ANDERS. (sostituto gen.di brigata Zygmunt Szysko-Bohusz). capo di stato maggiore col. Kazimierz Wisniowski. - Sede di comando a  S.Vito poi Porto Recanati dal 30 giu.1944

 

3 DIVISIONE FUCILIERI DI CARPAZIA (KARPATICA),  comandante  GEN.DI BRIGATA BRONISLAW DUCH. - 1 Brigata fucilieri di Karpatia (col.Roman Szymanschi). col. Jozef Matecki 1 battaglione. 2 battaglione. 3 battaglione.

2 Brigata fucilieri di Karpatia. 4 battaglione. 5 battaglione. 6 battaglione

12 Reggimento Ulani di Podolia. col. Leon Bitter.

 

5 DIVISIONE DI FANTERIA KRESOWA, comandante GEN. DI BRIGATA NIKODEM SULIK

5 Brigata di fanteria Wilno, col.Wincenty Kurek) col. Henryk Piatkowski. 13 battaglione. 14 battaglione.                       15 battaglione Wilno (I lupi) magg. L. Gnatowscki

6 Brigata di fucilieri Leopoli,  col. Witold Nowina - Sawicki. 16 battaglione Leopoli  magg. A. Stanczyk (+). 17 battaglione Leopoli  magg. M. Baczkowski. 18 battaglione Leopoli magg. A. Florkoweski

15 Reggimento Ulani di Poznan, ten.col. Adam Bielinski. 13 battaglione. 14 battaglione.

 

2 Brigata Corazzata gen. di brigata Bronislaw Rakowski. 1 Reggimento corazzato Ulani "Krechowce". 4 Reggimento corazzato. 6 Reggimento di carri armati Dzieci Lwowskie. 2 Gruppo di Artiglieria col. Ludwik Zabkowski. 7 Reggimento d'artiglieria controcarro. 8 Reggimento d'artiglieria contraerea pesante. 9 Reggimento di artiglieria leggera. 10 Reggimento di artiglieria pesante. 11 Reggimento di artiglieria pesante.

Ciascun battaglione si compone di quattro compagnie di fucilieri, di una compagnia di comando e di una compagnia di sostegno con plotone mortai, di ricognizione anticarro. Un plotone di ricognizione si compone di 13 carri corazzati cingolati leggeri. (I polacchi pp.26-34)

 

Figure. HAROLD ALEXANDER Londra 1891 - 16.6.1969 a 77 anni. Comandante del XV Gruppo di armate. Harold Rupert Leofric George, primo conte Alexander of Tunis, feldmaresciallo britannico. Educato alla scuola militare di Sandhurst, dove rimane fino al 1911, si distingue durante la prima guerra mondiale. Nel 1919-20 partecipa alla lotta contro I bolscevichi tra le fila dell'esercito lettone. È comandante di brigata alle frontiere indiane dal 1934 al 1938. Nel 1939 viene posto alla testa della 1° divisione in Francia, e in seguito, comanda il I corpo d'armata britannico che copre il reimbarco delle truppe inglesi a Dunkerque nel giugno 1940.  Ha poi l'incarico della difesa dell'Inghilterra meridionale e nel 1942 assume il comando supremo delle forze  britanniche in Birmania, poi di quelle del Medio Oriente; ai suoi ordini opera l'8° armata del gen.Montgomery che ad El Alamein (ottobre-novembre 1942) batte le forze italo-tedesche di Rommel. "Aggiunto" del gen.Eisenhower come comandante in capo delle forze Alleate nell'Africa del Nord (1943)  ha parte di primo piano nella campagna di Tunisia e di Sicilia e nelle trattative che conducono alla resa dell'Italia firmando con Badoglio il lungo armistizio (28 settembre). Alla testa del XV Gruppo d'Armata dirige la campagna d'Italia fino al novembre del 1944, allorché succede al gen. Maitland Wilson come capo delle operazioni nel Mediterraneo.

È Governatore del Canada dal 1946 al 1952 e Ministro della Difesa del Gabinetto Churchill (1952-54). Scrive interessanti memorie: "Memorie".

WLADYSLAW ANDERS. Blonie dintorni di Varsavia 1892 - Londra 1970 a 78 anni. Comandante del II Corpo d'Armata Polacco. Il generale Wladyslaw Anders è il leggendario comandante di cavalleria che riporterà otto ferite nelle cariche contro il nemico. Prende parte alla prima guerra mondiale, combattendo negli eserciti dello zar, e alla campagna contro I bolscevichi del 1920,  nelle file dell'esercito polacco. Generale nel 1936. Combatte  contro I tedeschi nel 1939 rompendo l'assedio dei carri armati avversari. Nel 1939 è contro I Sovietici, ma viene ferito e fatto prigioniero. Internato a Mosca, viene liberato in seguito all'accordo russo-polacco dell'agosto del 1941 e assume il comando del corpo militare polacco da lui costituito nell'URSS nel 1941-42. È uno, infatti, dei valorosi ufficiali polacchi che nel 1939 sono caduti prigionieri dei sovietici. Ma sopravvissuto alla prigionia e liberato, insieme a numerosi compatrioti continuerà a partecipare alla guerra a fianco degli inglesi. Alla testa delle sue truppe (60.000 uomini) nel 1942 passa in Africa e combatte contro le truppe italo-tedesche. Nel 1943 sbarca in  Italia distinguendosi nella battaglia di Cassino e in quella per la liberazione di Bologna; nel 1945 diviene capo delle forze polacche operanti sul fronte occidentale. Guida I compagni di esilio con l'audacia e la disperata determinazione di coloro che temono per le sorti della propria causa e hanno davanti a se un futuro assai incerto. A Cassino la fanteria polacca subisce perdite elevatissime, e dopo quella battaglia, Anders è costretto a racimolare tutti gli elementi disponibili per riuscire a mantenere la propria grande unità operativamente efficiente. Molto spesso avviene che I rinforzi fossero formati da polacchi che son stati arruolati forzatamente nei ranghi tedeschi e che in seguito sono caduti prigionieri degli alleati. Dopo la morte del generale Sikorki le speranze dei polacchi si accentrano su Anders sicché le sue azioni di guerra finiscono con l'avere ripercussioni in campo politico dal momento che le vittorie o le sconfitte riportate sul campo di battaglia avrebbero potuto rafforzare o indebolire le rivendicazioni della Polonia al tavolo della pace. Si distinguerà nella battaglia di Cassino come in quella per la liberazione di Bologna sulla linea Gotica "Per la vostra e la nostra libertà". Dopo la pace, solo il venti per cento delle sue truppe accetta di ritornare in Polonia. Nel 1946 quando gli Alleati dichiarano di non riconoscere più il governo polacco costituitosi a Londra, Anders trasferisce le sue divisioni dall'Italia in Inghilterra. Finita la guerra, rimasto in Italia fino al 1946 non vuole tornare in Polonia ormai comunista e si trasferisce a Londra dove muore nel 1970. Viene sepolto a Montecassino, come aveva voluto, con I suoi soldati che aveva comandato. Per I suoi compatrioti Anders rappresenta l'ispiratore e l'animatore; per gli alleati è un collega degno dI ammirazione e di profondo rispetto per le sue qualità di soldato. Ma soprattutto come accadde per tutti gli altri polacchi in esilio, la sua è una figura essenzialmente tragica.

 

ESERCITO TEDESCO. GLI ORGANICI (1-20 LUGLIO 1944).

GRUPPO DI ARMATE C. FELDMAR. ALBERT KESSELRING. ten.gen.Roettiger (capo di stato maggiore)

10 Armata. (Fronte adriatico, dall'Appennino centrale al mare) GEN. HEINRICH GOTTFRIED VON VIETINGHOFF.

51 Corpo d'Armata Alpino. GEN.VALENTIN FEURSTEIN. col.conte Klinkowstroem (capo di stato maggiore)

278 Divisione di Fanteria. Sede del comando di divisione: Spoltore, CASTELFIDARDO dal 19 al 30 giugno 1944, poi Montemarciano dal 1 al 17 luglio, quindi Santa Lucia. Comandante                          TEN.GEN. HARRY HOPPE. Capo di Stato Maggiore mag. Wolfgang Klennert. Secondo ufficiale                   mag. G.Frenzel. Aiutante mag. Hans-Hermann Adam. (34 ufficiali, 87 sottufficiali, 106 soldati)

 

992 Reggimento Granatieri. Comandante COL. KRANZ (comando interinale dal 21 giu.) MAG. WERNER KRUGER Aiutante ten. Erich Widmaier. (comando interinale) cap. Feldstein. 1 Battaglione cap.   Bergmann. 2 compagnia sot.ten. Tiedemann. 3 compagnia sot.ten. Schoen e Schrange. 2 Battaglione.mag.Mayer. 5 compagnia ten. Siebert. 8 compagnia maresc.capo Einrich Kaffenberger (48 ufficiali, 316 sottufficiali, 1644 soldati)

993 Reggimento Granatieri Comandante COL. PAUL BROECKER Aiutante ten.ris. Hermann Eicher. 1 Battaglione  cap.Kammler. 8 compagnia sot.ten. Kuhnt. 13 compagnia  sot.ten. Jaensch. 14 compagnia  ten. Hans Weinreich. 2 Battaglione cap. Hamkens 5 compagnia sot.ten. Scholl 6 compagnia    cap. Rolf Dittman. 7 compagnia  ten. Leipold (48 ufficiali, 316 sottufficiali, 1644 soldati)

994 Reggimento Granatieri Comandante LUTZE (comando interinale) mag. Rudolf Godorr Aiutante     cap. Helmut Wollin 1 Battaglione cap.  Koetzke aiutante  sot.ten. Raue 1 compagnia Harniss 2 Battaglione cap. Hans Kurz (48 ufficiali, 316 sottufficiali, 1644 soldati)

278 Reggimento di Artiglieria. Comandante MAG. VON LONSKI. Aiutante cap.Boehm 1 Batteria   mag.Grabow. 2 Batteria  cap.Metzger. 3 Batteria cap. Kohlfurst. 4 Batteria cap. Maass. (85 ufficiali, 460 sottufficiali, 1906 soldati)

278 Battaglione Fucilieri Comandante mag. Rudolf Godorr  (comando ad Offagna)  cap.     Dister Aiutante     ten.ris. Amhoff. (15 ufficiali, 113 sottufficiali, 580 soldati)

278 Gruppo controcarro divisionale Comandante  cap.ris. Kurt Knorn. Aiutante    sot.ten.ris. Siegfried Bohlmann 1 compagnia 2 compagnia . ten. Philipp 3 compagnia (17 ufficiali, 123 sottufficiali, 344 soldati)

278 Battaglione Genieri (guastatori) divisionale Comandante mag. Hornung. Aiutante   sot.ten. Wilhelm Droescher. 2 compagnia ten.     Boehme. (18 ufficialI, 92 sottufficiali, 510 soldati)

924 Reggimento da Fortezza von  Seydlitz 278 battaglione. 305 battaglione

305 Reggimento di artiglieria col. Kurth

71 Divisione di Fanteria TEN.GEN. WILHELM RAAPKE

 

Figure:          

ALBERT KESSELRING. Markstedt Baviera 1885 - Bad Nauheim Francoforte 15.7.1960. Comandante del Gruppo Armate C. Feldmaresciallo tedesco. Ufficiale d'artiglieria appartenente al corpo di S.M, passa poi durante la prima guerra mondiale all'aviazione. Collaboratore di von Seeckt si specializza nello studio delle operazioni aereo terrestri. Nel 1935 ha una funzione importante nella creazione della Luftwaffe, di cui diviene nel 1936  capo di S.M. Comandante della 1 poi della 2 flotta aerea in Polonia 1939 e in Francia 1940 ha parte notevole nella conquista del dominio dei cieli che è preludio alle vittoriose campagne tedesche, e viene promosso feldmaresciallo nel 1940. Dopo aver partecipato alle operazioni in Russia nel 1941 viene inviato in Sicilia nel 1942 come comandante della 10 armata  e del fronte su (Mediterraneo) al quale è collegato l'Afrikakorps di Rommel operante in Libia. Comandante del gruppo di armate C in Italia nel 1943-1944 dirige con molta abilità la ritirata delle truppe tedesche dal Sud, dopo l'8 settembre, mettendo in grave pericolo le forze alleate durante lo sbarco a Salerno. Adottando una strategia temporeggiatrice ferma a lungo gli Alleati a Cassino e sulla linea Gustav e sa sfruttare il terreno e ogni altra occasione favorevole senza rinunciare a tentativi di contrattacco (Anzio marzo 1944). Persa Roma (giugno) arretra lentamente arrestandosi durante l'inverno 1944-45 sulle forti posizioni della linea gotica. Per questo viene considerato uno tra i migliori condottieri posti in luce dalla seconda guerra mondiale. Episodi: La truppa veniva incoraggiata in questa fiducia in se stessa quando alle 5 del mattino del 16 luglio si presentava al comando della divisione a Montemarciano il feldmaresciallo Kesselring accompagnato dal suo capo di stato maggiore tenente generale Roettiger (Hoppe pp.30-31)  Essendo gravemente ammalato, il generale Hoppe gli fece visita proprio il 15 luglio senza immaginare che il vecchio Feldmaresciallo sarebbe morto poche ore dopo. Al momento del commiato, le ultime parole di Kesselring furono: "Mi saluti I soldati della valorosa 278.ma Divisione ai quali auguro ogni bene."

VALENTIN FEURSTEIN. Comandante 51.mo Corpo d'Armata Alpino

Episodi. Lunedì 19 giugno 1944, il quartiere generale del comando tattico della 278 divisione di fanteria tedesca viene insediato a Castelfidardo. Arriva nella sede del comando tedesco il generale Valentin Feurstein, comandante del 51 corpo d'armata Alpino, e da' istruzioni che la ritirata venga rallentata in modo tale che il porto di Ancona sia tenuto ancora per almeno altre tre settimane, guadagnando tempo per la organizzazione della Linea Gotica

HARRY HOPPE  Braunschweig 11.2.1894 - Wetzlar 23.8.1969 a 75 anni. Comandante della 278 Divisione di Fanteria. L'8.8.1914 si arruola volontario ed è assegnato al 92 Reggimento fanteria della sua città natale. Prende parte ai combattimenti nei Carpazi, in Galizia, Lituania e Curlandia. Sul f te occidentale partecipa alle battaglie di Vimy e Cambrai. Il 21.3.1918 viene insignito dell'alta e rara decorazione dell'Ordine della Casa Reale di Hohenzollern con spade. Nel 1921 fa parte del 18 Reggimento Fanteria del ricostituito esercito (Esercito dei 100.000). Negli anni 1925 e 26 il tenente Hoppe è ispettore presso la Scuola dell'Esercito di Wuensdorf. Dal 1928 al 1930 si trova a Stettino al Comando della 2 Divisione di Fanteria come istruttore. Promosso Tenente Colonnello nel 1939. Prende parte alla seconda guerra mondiale al comando del 424 Regg.Fanteria e conquista le città di Nogorod e  Schluesselburg, Il 1.10.1942 è al comando della 126.ma Divisione di Fanteria Il 1.12.1942, promosso maggior generale prende parte ai combattimenti nella sacca di Demianmsk, al Lago Illmen ed alla terza battaglia del Lago Ladoga, sempre sul fronte russo. Il 1.6.1943 promosso tenente generale. Dal 1.12.1943 è al comando della 278 Divisione, di recente costituzione destinata ad operare in Italia sul fronte adriatico dal maggio 1944 sino al maggio 1945, prendendo parte attivissima alle battaglie di Ancona, Rimini e Forlì. Il Generale Hoppe è stato ferito sette volte e decorato. Tornato dalla prigionia nel maggio 1948 si è ritirato a Wetzlar dova trova impiego presso l'ufficio di assistenza sociale delle Ferriere Buderus.

WERNER KRUEGER Berlino 22.7.1905- Comandante interinale del 992 Reggimento granatieri. Nel 1924, a 19 anni, entra a far parte della Reichswehr. Dopo aver fatto carriera come sottufficiale, il 30.6.1936 viene promosso sottotenente della riserva e congedato. Richiamato, prende parte alla campagna di Francia ed a quella di Russia. Dal maggio 1944 è Maggiore e comanda il I battaglione del 993 Granatieri. Episodi. Mercoledì 21 giugno 1944. Beltrovato. Dopo il combattimento  si distingue particolarmente tra gli altri il maggiore Werner Krueger che ha appena assunto il comando del 992 battaglione granatieri dando il cambio al tenente colonnello Glase (Hoppe p.22). Mercoledì 15 giugno 1944. Le truppe tedesche del 992 reggimento granatieri sostengono ora il compito della difesa di Osimo. Il comandante maggiore Krueger ed il suo aiutante tenente Widmaier guidano I combattimenti. Lunedì 17 luglio 1944. Nel corso di queste operazioni il maggiore Werner Krueger, che aveva nuovamente assunto il comando del suo 1 battaglione del 993 granatieri, cadeva prigioniero del nemico a Galignano vicino Ancona (Hoppe pp.31-32). Giovedì 20 luglio. Ancona. Il feldmaresciallo Kesselring ed il generale d'armata von Vietinghoff trasmettono telegrammi di congratulazione per il comportamento delle truppe tedesche nella battaglia di Ancona. Viene inoltre confermata l'assegnazione della croce di cavaliere al maggiore Krueger, come comandante del 992 granatieri, pur restando sospesa sino al suo rientro dalla prigionia. (Hoppe pp.32-33)  Decorato III (Hoppe p.103)

PETERS. Comandante 3 compagnia e interinalmente del 1 battaglione/993 Reggimento Fanteria Granatieri. Episodi. Martedì 4 luglio Castelfidardo. Sull'ala destra è stato possibile per i tedeschi mantenere le posizioni sulla linea Centofinestre-Montoro, ma il 1 battaglione del 993 reggimento granatieri soccombe di fronte all'attacco di forze corazzate polacche fresche. Il tenente Peters, comandante della 3 compagnia, e interinalmente del battaglione, rimane gravemente ferito.

LUDWING HEYMANN.1913. Tenente 2 Battaglione 992 Reggimento Fanteria Granatieri. Reduce della campagna d'Italia pubblica per sua iniziativa la rivista "DIE NEUE BRUCKE" il nuovo ponte a nome degli ex appartenenti alla 278 e alla 333 Divisione di Fanteria tedesca. Il numero 74 del luglio del 1983 è dedicato in buona parte alla Battaglia di Filottrano

KUHN. Comandante 8 compagnia 2 battaglione/993 Reggimento Fanteria Granatieri. Episodi. 2 luglio Crocette di Castelfidardo. Ma ben presto la situazione si fa critica. Dal frastuono del combattimento deduco che ai carri armati nemici doveva essere riuscito raggiungere la quota 45, che domina la zona. I reparti dell'8 compagnia, impegnati in quel settore, si difendono valorosamente al comando del sottotenente Kuhn, ma vengono annientati e lo stesso comandante ferito, viene fatto prigioniero. (Dittman pp.5-6)

HEINRICH KAFFENBERGER. 8 compagnia/992 Reggimento Fanteria Granatieri. Episodi.Mercoledì 21 giugno 1944 a Beltrovato. Dopo il combattimento si è particolarmente distinto tra gli altri il maresciallo capo Heinrich Kaffenberger.

PAUL BROECKER Schoenau (Slesia) 20.11.1892- 11.2.1964 a 72 anni. Comandante 993 Reggimento Fanteria Granatieri. Partecipa alla prima Guerra Mondiale come sottufficiale con 154 Regg.Fanteria sul fronte francese. Nel primo dopoguerra fa parte dei Corpi Volontari. Sottotenente nel luglio 1922. Maggiore nell'ottobre 1936. Combattente in Polonia e in Francia col 2. Regg. Fanteria.

Dall'aprile 1944 Comandante del 993 Fanteria sul fronte adriatico.

HERMANN EICHER Kaiserslautern 17.4.1911 - 30.7.1984. Capitano della Riserva 993 Reggimento Fanteria Granatieri. Consigliere di Pretura. Richiamato alle armi, inviato in Russia dove venne ferito e insignito di Croci di Ferro di I e di II classe e del distintivo di appartenente ai Reparti di Assalto. Episodi. Aiutante nel 993 GranatierI, si è particolarmente distinto il 18 luglio 1944 nel corso della battaglia di Ancona. Nel dopoguerra è stato Sottosegretario di Stato nel Ministero per l'Economia ed il Traffico della Regione Renania-Palatinato. Dal 1966 al 1971 Ministro delle Finanze della Renania Palatinato. Insignito di alte onorificenze tedesche ed ufficiale della Legion d'Onore francese.

ROLF DITTMANN Neuwied (Rhein) 2.3.1918. Comandante 6 compagnia 2 battaglione/993 Reggimento Fanteria Granatieri. Inizia la sua carriera nel 1937 nell'80 Fanteria. Sottotenente nel 1940. Tenente nel 1942. Capitano nel 1944. Prende parte alle campagne di Francia, a quella di Russia dove viene ferito due volte, a quella d'Italia restando ferito per una terza volta presso San Marino.

Nel luglio del 1944 è comandante della 6 Compagnia del 2 battaglione/993 Granatieri.

LEIPOLD. Comandante 7 compagnia 2 battaglione/993 Reggimento Fanteria Granatieri

HARNIS. 1 compagnia/994 Reggimento Fanteria Granatieri. Mercoledì 21 giugno Beltrovato (vedi sopra).

WILHELM DROEDCHER Kirn an der Nahe 7.10.1920 - 18.11.1977. Tenente della Riserva 278 Battaglione pionieri. Più volte ferito, decorato della Croce Tedesca in oro già come caporal maggiore, circostanza piuttosto rara. Aiutante nel 278 Battaglione pionieri. Nel dopoguerra è stato Tesoriere federale dello S.P.D. (Partito Socialista Tedesco).

RUDOLF GODOR. 278 artiglieria. Episodi.Lunedì 3 luglio. I granatieri del 994 con il battaglione fucilieri, che era stato aggregato, appoggiati in maniera eccellente dal 2 e 4 gruppo del 278 artiglieria, combattevano sotto l'accorto comando del maggiore della riserva Rudolf Godor contendendo al nemico ogni metro di terreno: Centofinestre veniva perduta, ma il fronte si era però rafforzato. (Hoppe p.26)

JAENSCH. Episodi. Sabato 1 luglio 1944 Castelfidardo sponda settentrionale del fiume Musone. All'imbrunire un carro leggero polacco si ferma a 300 metri davanti alla postazione del nostro 1 plotone e resta bloccato nel fosso a lato della strada. Il cap.Rolf Dittman lo affronta con alcuni volontari tra I quali partecipa il sottotenente Jaensch della 14 compagnia con un lancio di razzi controcarro. Si avvicinano a cento metri e Jaensch con due granate distrugge il mezzo corazzato.

KAMMLER.

KURT KNORN. -  febbraio 1966. Capitano

 tatale 16 dalla direzione del finto attacco, entrano in Ancona i carri armati del reggimento di  Ulani Karpaty e i lancieri di Karpazia.  La colonna di centro alle 17 raggiunge Chiaravalle. Il CIL sgombra definitivamente i tedeschi dal Musone attestandosi a Rustico. Il territorio di Numana è completamente liberato.

          

19 LUGLIO 1944. MERCOLEDÌ.  "Nella notte sul 19 I reparti venivano riordinati ma nella giornata del  19 si constatava ben presto che, dopo le pesanti perdite e data la deficienza di armi controcarro, non c'era più sufficienti capacità combattiva per impedire il superamento del fiume Esino da parte dei polacchi che ora incalzavano con maggiore accanimento" . (Hoppe p.32)

Nelle prime ore del mattino il CIL occupa S.Maria Nuova.

venerdì 20 ottobre 2023

martedì 10 ottobre 2023

Vedute del Passaggio del fronte luglio 1944


Vallata del Musone Sotto Loreto 


IL fiume Musone come appariva da Loreto nel luglio 1944
Il regime delle acque era superiore a quello di oggi 
La costruzione a Monte di una Diga ha determinato un regime pari a quello di un torrentello