I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli

I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli
Bivio per Casteld'Emilio, sotto Paterno: La popolazione civile, in maggioranza femminile in quanto gli uomini erano nascosti applaude al passaggio dei carri polacchi

mercoledì 31 agosto 2022

51a Sezione di Sanità.

 UFFICIALI DI ALTRI REPARTI CHE HANNO

PRESTATO SERVIZIO IN COMBATTIMENTO

ALLA 51a SEZIONE DI SANITÀ

 

 

Tenente medico Runco Antonio -   del 34° Nucleo

 

Chirurgico, dal 7-5-44 al 20-5-44

 

S. Tenente medico Neri Luigi - dell'Ospedale da

 

Campo 866, dal 15-5-44 al 31-5-44

 

Tenente Cappellano don Luigi Brumana - del Quartier

 

Generale del C.I.L. dal 10-8-44 al 18-8-44

 

  

 


sabato 20 agosto 2022

51a Sezione di Sanità. La Marcia si Arresta

Che tristezza profonda! Ognuno ha cullato in sè la speranza e la sicurezza che la marcia iniziata fosse quella definitiva, che l'Appennino stesse per essere superato e che la liberazione fosse totale ...

Ma così non la pensava il Comando Alleato che prevedeva una nuova resistenza invernale e intendeva intensificare su altri scacchieri del continente europeo il suo maggior sforzo offensivo.

Ed un graduale pacato ragionamento convinse, coll'ausilio della stanchezza delle membra fiaccate da lunghi mesi di linea, i cuori più focosi e ribelli; e rintuzzò ancora una volta le ardite speranze degli animi protesi verso la casa. Il pensiero di un ritorno nell'Italia Meridionale trovò gli uomini della 51a Sezione di Sanità, disciplinati e sottomessi, anche se non del tutto rassegnati.

 * * *

 La riunione di tutto il nostro Reparto alla Stazione delle Pole, nei primi giorni di settembre, diede l'occasione alla benedizione di un artistico labaro.

Era stato confezionato dalle Infermiere Crocerossine dell'Ospedale Principessa di Piemonte di Napoli, e S. E. il Marchese Carlo Maresca, Priore in Napoli del Sovrano Militare Ordine di Malta, l'aveva offerto alla Sezione come pegno d'onore per le eroiche giornate della liberazione.

Da un lato, in campo amaranto, il fregio della Sanità Militare; dall'altro, legati dallo scudo Sabaudo i colori d'Italia e gli emblemi delle Associazioni di soccorso: la Croce Rossa di Ginevra e la bianca Croce di Malta, i segni dell'amore e del dolore presenti su tutti i campi di battaglia.

Una sorella di Croce Rossa ne fu la madrina: l'acqua lustra le scendeva su quel vessillo e scendevano nel profondo del cuore di tutti le parole del Comandante: “Possa questa bandiera - possa in un giorno non lontano sventolare nell'aria rinnovata di una Italia libera dal nemico. Possa sventolare davanti a questo sole che è la più grande ricchezza della nostra terra, che darà a tutti i suoi figli la forza di rinascere, di redimersi, di ricostruire dalle macerie.”

 

* * *

 Un chiaro mattino domenicale. S. Maria degli Angeli. Brilla la Madonnina della grande Basilica Francescana.  Si tuffa con armonioso slancio nell' azzurro e “la cupola bella del Vignola.”

Stipati con tutte le masserizie nei vagoni ferroviari riprendiamo la via del ritorno verso il Lazio e la Campania.

Nella stretta di Mignano ricerchiamo ansiosi nella terra sconvolta, i tre piccoli Cimiteri solitari dove riposano i nostri fratelli di fede, i più generosi. Un pensiero doloroso, un ritorno di inafferrabili nostalgie... e via .... Ecco i roccioni di Valle Lauro e la Casetta rossa! Ecco il Bivio di Presenzano ed il prato dell'Osteria di Ponte Nuovo. Non sono ancora cancellate del tutto le tracce dell'attendamento del 244° Ospedale da Campo e del 34° Nucleo Chirurgico. Eccoci al Bivio di Caianello ed alla Stazione di Vairano. Bisogna scendere, scaricare per la ennesima volta casse e fagotti, ricaricare, partire...

Non canti, non risa gioconde ... l’entusiasmo è svanito. È la fine del Corpo italiano di Liberazione.

 

 


mercoledì 10 agosto 2022

51a Sezione di Sanità. Sassoferrato Il Metauro

 

SASSOFERRATO - IL METAURO - IL FOGLIA

 

 

”... ruinò col Metauro in tortuosa

corsa pei greppi verso l'Adria giallo

pei borri della Marca montuosa.”

 

(Marradi – Rapsodie garibaldine)

 

 

 

Ridiscendere a Jesi brulicante di macchine alleate, percorrere la statale verso Fabriano incrociando migliaia di mezzi delle colonne motocorazzate, scorgere il fondo valle popolarsi di parcheggi e di accampamenti, veder spiegarsi grandi ospedali di sgombero: il tutto dà l'impressione precisa che, affacciatesi sulla pianura verso l'Adriatico, le agguerrite Divisioni dell'8a Armata stiano preparando un colpo grosso, contro le difese della linea gotica.

Il Corpo Italiano di Liberazione, alleggerito di alcune Unità, si schiera a protezione del fianco sinistro su di un settore montano, ove, benché la pressione alleata sia stata meno forte, il nemico si è man mano sganciato, in seguito alla ritirata del grosso delle sue forze verso il mare.

Si tratta di riprendere il contatto col tedesco, stabilire l'andamento del suo fronte, la consistenza dei suoi apprestamenti difensivi, leggere le sue intenzioni. Si tratta insomma di svolgere quel lavoro di ricognizione e di pattugliamento in cui i nostri sono maestri, per poi attaccare il nemico con decisione senza dargli tregua.

Il Comando tattico del C.I.L. si è stabilito a Sassoferrato; noi un poco più oltre, col II° Reparto a Castiglioni, ed il I° a Catobaglie.

Dopo un periodo di azioni assillanti con rapidi spostamenti motorizzati, i portaferiti, debbono ora nuovamente affrontare lunghe marcie di montagna. La zona ha una rete stradale discreta, ma le interruzioni operate dal nemico limitano assai l'impiego degli automezzi.

Il 20 Agosto è il giorno dell'azione su Pergola, occupata dallo Squadrone Cavalleggeri, incorporato nel IX° Reparto d'Assalto. Il nostro I° Reparto nell'imminenza dell'azione si è trasferito a Coldimaggio, mentre il II° si è fatto più sotto a Serra S. Abbondio.

 

Fenigli

 

Il giorno successivo è la volta di Fenigli. Dura resistenza oppongono i tedeschi agli Arditi incalzanti. Si sono asserragliati nelle case, sparano dalle finestre, fanno cantare le loro artiglierie, ma debbono cedere all'irruenza dei nostri, che registrano purtroppo dolorose perdite.

Il Comandante del IX° Reparto d'Assalto aveva chiesto una robusta squadra di portaferiti al seguito. Essi iniziano la dura marcia, e la continuano per diversi giorni. Lo sgombero dei feriti era previsto sul II° Reparto a Serra S. Abbondio; fu invece spostato sul I°, chè, dopo la occupazione di Pergola le ambulanze ebbero la possibilità di spingersi fin sotto Fenigli e più oltre. Lente coppie di buoi affiancarono in quei momenti nel lavoro di trasporto i nostri, che fecero il resto senza tregua, correndo col cuore in bocca, sotto le barelle cariche, per le mulattiere scabrose, per ore ed ore, col viatico di qualche cannonata, che arrivava a variare l'uniformità di quel paesaggio collinoso.

Ed i feriti di Fenigli furono salvi perché all'incredibile fu spinto lo spirito di sacrificio di quegli uomini della Sezione di Sanità, e come un Ufficiale alleato rimaneva estatico nell'assistere da un osservatorio all'avanzata degli Arditi, così la sera di Fenigli furono proprio il Generale Comandante e l'Ufficiale Inglese di collegamento che, preoccupati dalle difficoltà dello sgombero dei feriti e ricevendo assicurazione che già tutti erano stati recuperati e ricoverati in Ospedale, si congratulavano col Comandante della Sezione ed avevano parole di ammirazione per i portaferiti “gli oscuri, gli umili, gli eroi partecipi di ogni combattimento.”

 

* * *

 

Seguire con una descrizione la difficile avanzata degli Arditi a Molleone, al Monte Paganuccio, al Monte Pietralata, è altrettanto arduo quanto deve esser stato pesante per gli uomini della Sezione di Sanità tener loro dietro scavalcando crinali, scivolando nelle valli e risalendo quote elevate.

Più a sinistra l'azione si sviluppa pure in senso favorevole: l'occupazione di Cagli avviene per il duplice intervento delle truppe attestate su Frontone e di una colonna di Bersaglieri venuta dalla direzione di Scheggia.

Cagli, isolata fra due fiumi, diventa la sede del Comando Tattico del C.I.L.: vi si trova già dal 27 agosto il II° Reparto nostro proveniente dal Bivio di Cupe.

Il Comando della 51a Sezione di Sanità, trascinandosi dietro il suo attendamento, dalla Stazione di Monterosso, dove si è trasferito il 22 agosto, si porta a Frontone, indi alla Stazione delle Pole (29 agosto); il I° Reparto, da Pergola a Molleone e poi alla Stazione delle Pole, sorpasserà il Metauro alla Stazione di Urbania e sarà la punta più avanzata della nostra Sezione verso la linea gotica.

Mentre Bersaglieri e Marinai rimangono sulle posizioni conquistate, ed il IX° Reparto d'Assalto da Urbania spinge le sue pattuglie fino al fiume Foglia, arriva l'ordine decisivo di fermarsi...

Tutto il C.I.L. dovrà interrompere la sua marcia vittoriosa e ridiscendere in zona di riordinamento.