I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli

I Carri polacchi in marcia verso Castelferretti, al bivio di Casteld'Emilio, sotto Paterno 18 lugli
Bivio per Casteld'Emilio, sotto Paterno: La popolazione civile, in maggioranza femminile in quanto gli uomini erano nascosti applaude al passaggio dei carri polacchi

martedì 10 maggio 2022

51a Sezione di Sanita. L'Avanzata sul Fronte adriatico

 

“. . . e cento a morte

ruinanti in ardita impari guerra

combattitori intrepidi, coorte

invincibil. audaci d’ogni terra

di quante terre il nostro mar circonda

o Appennin traversa o Alpe serra..”

(Marradi - Rapsodie garibaldine)

 

 

Non erano tutti canti di gioia quelli che si levavano dalle autocolonne snodantisi per i fianchi e per le valli dei monti d'Abruzzo nel primo giorno di giugno! c'era un che di amaro che ristagnava in tondo agli animi e che non si lasciava sciogliere dall'entusiasmo della partenza, dall'andare innanzi verso il sospirato nord.

Per tre lunghi mesi presso le chiare sorgenti del Volturno eravamo stati assillati dal desiderio del ritorno nella Capitale ... Ed ora un ordine improvviso ci portava lontano presso le lente acque del Sangro.

Rifiorivano acerbe le speranze e le aspirazioni del 1° Raggruppamento Motorizzato, alla vigilia dell'azione di Monte Lungo, di poter entrare trionfanti in Roma, chè senza di essa troppo poco era rimasto all'Italia libera, troppo poco ad un tronco mutilato ... L'ansia trepida per quanto stava succedendo al nord, l’incomprensione ed il larvato disprezzo di non pochi al sud per chi ancora sperava e combatteva, davano le ali ai nostri desideri. Ma per molto tempo ancora non sarebbe stata concessa tanta felicità a chi aveva affrontato animoso la via dei più duri sacrifici per riaprirsi la soglia di casa.

Questa fugace amarezza, rinfocolata nelle ore monotone del lungo viaggio, tra visioni di pace e tra panorami di indicibili distruzioni, fu sopraffatta dalle nuove preoccupazioni.

 

* * *

Superato il Sangro non lontano dalla foce, la nostra colonna oltrepassò S. Vito Chietino, alto sul mare, giunse a notte fonda ai margini dell'abitato di Treglio, presso Lanciano.

Già molte truppe del C.I.L. sono ammassate in questa zona; i reggimenti della "Nembo” hanno completato lo schieramento. Si avverte il pericolo dei campi minati, triste eredità lasciata dal nemico fuggente alla terra abruzzese, si sceglie con grande cautela un prato dove bivaccare e ci si getta stanchi a terra, mentre il duello incessante delle opposte artiglierie ci ammonisce che il nemico è vicino e disposto a vendere care le posizioni.

Alle prime luci del nuovo giorno la Sezione si impianta al bivio di S. Eusanio di Sangro.  Domina il paesaggio maestoso la Maiella su cui si attardano le ultime bave di neve.

A Stazione d'Archi si costituisce la nostra base. Siamo tutti riuniti: cosa rara per la Sezione di sanità, date le sue attribuzioni. Si celebra in famiglia la Festa del Corpo Sanitario (4 giugno) e si invoca, con la tradizionale Messa al campo, l'aiuto di Dio sull’ardua fatica di oggi e sull'incerto domani.

Gli arditi si sono schierati ai piedi della Maiella; c’è nei paraggi il IV° gruppo di artiglieria someggiato; un nostro reparto viene schierato in zona a Piani Aventino (Casoli) e rientra il 10 giugno quando il IX° Reparto d'Assalto punta su Guardiagrele.

Ma già dalla mattina del 9 tutte le truppe sono in movimento ed il nostro II° reparto si sposta con automezzi e quadrupedi al seguito della 1a Brigata. Guardiagrele è la sua prima tappa.

I1 68° fanteria occupa Orsogna, ridotta sull'alto costone ad una squallida maceria: tutte le truppe avanzano dalla Maiella al mare.

 

 


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